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pubblicato martedì, 21 settembre 2010 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Viaggio in America: Chicago


L’America… L’America di noi bambini, alle prese con i fortini giocattolo per difenderci dagli attacchi immaginari dei “cattivi”, quando ancora credevamo che i cattivi fossero loro: gli indiani.

L’America dei film, dei grandi nomi che hanno fatto la storia del cinema, e che ci hanno tenuto incollati al video, tra Montagne Rocciose dove nascondersi, praterie da cavalcare senza sella, pianure di bisonti; e che dire dei grandi boss di Chicago, o delle più moderne sparatorie a Miami, Los Angeles, dei grandi drammi d’amore a New York, dei colossal dal costo vertiginoso…

L’America. L’America dei sogni degli emigranti, o quella invasa dalle utopie troppo forti e ingestibili che spingono “lo straniero” a distruggerla, demolendone i simboli con la violenza.

L’America lontana lontana, miraggio oramai raggiungibile con dieci ore d’aereo per approdare – moderni Colombo – a Chicago, in una caldissima giornata d’agosto.

Ad essere onesti, a Chicago concediamo molto poco in questo nostro viaggio, e niente concederemo alle altre grandi città, poiché è d’altro che siamo desiderosi, ovvero di conoscere il segno lasciato dalla natura in queste terre, piuttosto che quello “elargito” dall’uomo a piene mani. In ogni caso, una capatina in centro ci mostra le caratteristiche della più grande città dell’Illinois, una metropoli multietnica che si affaccia sul lago Michigan (non dimentichiamo che è situata proprio nella regione dei grandi laghi), un impero finanziario fatto di grattacieli, ponti mobili (credo ne abbia ben quarantacinque!) ma impregnato di blues fin nelle fondamenta, e di jazz nell’aria. Un’aria a dire il vero non molto respirabile a causa dell’intenso traffico; l’inquinamento acustico ci confonde mentre cerchiamo porzioni di nuvole con il naso all’insù, tra grattacieli (qui venne edificato il primo al mondo) e binari di metropolitana che stanno proprio sopra la nostra testa. Tutti vanno di fretta, i marciapiedi sono affollatissimi (siamo nella terza città degli Stati Uniti per popolazione) e ci viene una gran voglia di scappare! Magari in periferia, dove la pace regna sovrana in quartieri deliziosi che fino ad ora avevamo visto solo in tv. Avete presente quelle belle casette singole e curatissime, edificate su fazzoletti di giardino privi di staccionate a delimitare la proprietà privata, con le ghirlande di fiori appese alle bianche porte, l’altalena, gli scoiattoli in attesa di cibo, non una sola carta di caramelle in giro, la bandiera americana in bella vista e il cesto per la pallacanestro? Ecco, proprio quelle! Vi assicuro che sono a dir poco incantevoli! Ma, a proposito di grattacieli, decidiamo di vederla dall’alto, Chicago, da una prospettiva più silenziosa e panoramica di quel caotico centro, e così visitiamo la Willis Tower (Sears Tower fino a un anno fa), un incredibile grattacielo di quattrocentoquarantatré metri, ben cento ascensori e trecentomila metri quadrati di uffici! Una curiosità: i cavi telefonici dell’edificio sono lunghi quasi due volte l’equatore! L’ascensore che ci porta al centotreesimo piano viaggia a quattrocentonovanta metri al minuto, ma tutto ciò che avverti è qualcosa all’udito, un fastidio lieve e simile a ciò che accade in alta montagna, quando si ha la sensazione di esser diventati un po’ sordi. Da quassù la vista è davvero panoramica e vale la pena di godersela ma… lo scopo del viaggio è raggiungere quell’America dei pionieri, delle grandi battaglie, di respirare un po’ di vecchio west e polvere da rodeo, di ammirare panorami più naturali e – come punto d’arrivo – visitare il parco che riporta all’infanzia, sì, proprio quello dei cartoni di Yoghi e Bubu visti divorando pane e formaggino: Yellowstone.

E allora, che il vero viaggio cominci. Ci vediamo alla prossima puntata!


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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