0
pubblicato mercoledì, 29 settembre 2010 da sr Aurora in Punti di vista
 
 

Quando il vento fischia, l’amore canta


Il vento fischia con insistenza alle porte del cuore, si insinua nelle fessure dell’umana debolezza e tutto sembra scricchiolare sotto l’impeto della sua forza.
La fede mette i chiavistelli alle porte.
La speranza tiene accesa la lanterna.
L’amore comincia a cantare: “Dio, mio amore, mio rifugio, in te io confido!” (Sl 91).

Prova. Tentazione. Buio. Solitudine.
Un vortice scuro che risucchia. Tramontana fredda in cui perdiamo il senso del nostro vivere.
Il vento gelido fischia, sibilando con costanza tenace: “ chi ama è un fallito, chi schiaccia gli altri è un vincitore. Pensa solo a te stesso, gli altri sono un inciampo!”.

Ho visto uomini segnati dal loro destino.
Venti contrari sembravano essersi abbattuti su di loro.
Quando povertà e violenza segnano il tuo orizzonte di vita ne rimangono segnate anche le tue capacità di amare, di pensare, di sognare.
Ho visto uomini legati alla propria storia iniziale di vita come ad un elastico. Ogni giorno uno sforzo enorme per rinascere, per staccarsi da dipendenze mortifere, per far crescere in se stessi e intorno a sé qualcosa di più verde che una arida terra bruciata.
Eppure l’elastico non si spezza. Ed ecco che un giorno tutto sembra irrimediabilmente riavvolgersi e riprecipitare nel buio iniziale.

Mi sono chiesta: “Perché?”.
Perché loro e non io?
Cosa sarei riuscita a realizzare se il caso mi avesse fatto trovare al loro posto?
Storie di vita. La mia vita. La loro vita.

Ho visto uomini, questi stessi uomini, toccati dalla mano di Dio ritornare bambini nella lucentezza di uno sguardo pulito, battesimale.
La pazienza di Dio può tutto, perché non conteggia gli errori, ma sa cogliere quelle frazioni di secondo in cui,come in un battito di ciglia, l’uomo vecchio lascia il passo all’uomo nuovo e riformula vita, progetti , speranze.

Prova. Tentazione. Buio. Solitudine.
Il vento può sconquassare la casa del mio cuore, ma il canto dell’amore la rinsalda.

“A colui che riconosce i propri bisogni, che allontana da sé l’arroganza, la sicurezza, la superiorità e si presenta a Dio nella propria nudità , capitano miracoli di amore e di misericordia” (A. Delp).

So che non ho creduto invano. Mi sento parte di una Famiglia – la Chiesa – che poggia la sua fede su testimoni certi dell’annuncio. È un passaparola che continua nel tempo per trasmettere la Verità che salva.

Per gratuità d’Amore sono quella che sono e voglio testimoniare che la grazia di Dio in me, come in ogni uomo che prova a credere, non è vana.
Perché dove il Tuo amore, o Dio, ci raggiunge, lì germogliano cose nuove, veniamo abilitati per esperienze nuove.
Da semplici pescatori delle nostre illusioni, tirate a riva con le nostre reti stracciate, diventiamo pescatori di idee nuove raccolte nel Tuo vangelo.

Alla fine della vita sarà lo sguardo dell’Amore a posarsi sui nostri giorni vissuti. Il destino non avrà più il suo peso negativo, perché ogni luogo, ogni situazione, ogni cuore rinasce se l’amore comincia a cantare: “Dio, mio amore, mio rifugio, in te io confido!”.

Incontrarti per me è stato un caso, seguirti è stato un tuo invito, vivere con Te è un’esigenza di amore insopprimibile!

Foto | zri




sr Aurora