Home » Terzapagina

La sai l’ultima?

Scritto da – domenica, 3 ottobre 2010 – 08:002 commenti
La sai l’ultima?

Il fatto: Silvio Berlusconi qualche giorno fa ha raccontato una barzelletta volta a dileggiare l’aspetto di una donna di mezza età, dal volto disteso e pronto al sorriso, lo sguardo intelligente, la battuta arguta, nel simpatico accento della sua terra d’origine: la Toscana. Non sicuro di poter raggiungere l’obiettivo desiderato ha inteso condire il sapido racconto con una bestemmia finale che ha scatenato l’ilarità del suo improvvisato pubblico. La donna era Rosy Bindi, già oggetto di lazzi e frizzi da parte del Presidente del Consiglio, la bestemmia tirava in campo l’Onnipotente, e questo ameno episodio è rimbalzato in tutti i media italiani ed esteri.

Commento: che Berlusconi sia un uomo rozzo, volgare, dall’eloquio grossolano quasi sempre a sfondo sessista – e non è il caso di scomodare la psicanalisi per capire l’ossessione pruriginosa di questo galletto ormai anziano che non si rassegna a passare le consegne e accettare la parte del cappone a cui l’aspetto ormai inequivocabilmente l’inchioda -; che il suo ossessivo bisogno di pubblico e consenso gli impedisca di scegliere momenti e proscenio adatti e al suo ruolo istituzionale e al difficile momento che la sua leadership e il Paese attraversano – l’Abruzzo, location dell’ultima performance del Nostro, metafora ideale della condizione terremotata e in mala ripresa di entrambi – ; che insomma non ci siano motivi per stupirci ancora dell’infimo livello raggiunto dal Silvio nazionale – e al motivetto del Pdl che canta “meno male che Silvio c’è” bisognerebbe aggiungere stabilmente anche che “ce fa”, lasciando a cantori e spettatori declinare quest’ultima espressione, come meglio credono -; che tutto questo sia chiaro e palese lo possiamo affermare con spirito sereno, pur senza essere “toghe rosse”, odiosi emissari di satana o Stalin – che è lo stesso – o “futuristi” in libertà vigilata dal ricatto elettorale. Dunque niente da dire? Non è così semplice la risposta. Perché, se su Berlusconi sarebbe ora calasse definitivamente il silenzio, come dimenticare quei militari plaudenti lo spirito del capocomico tra le macerie aquilane – della stessa schiatta certo che ha accolto a pieno riso la patetica battuta di Bossi sui Romani – , evidenti epifenomeni di un sommerso che vede milioni di nostri concittadini continuare a dichiarare fiducia a un personaggio che diventa tanto più rassicurante e gradito quanto più rimpicciolisce al livello del suo elettore più meschino? Quel riso compiacente che la televisione ci ha mostrato, segnale amaro di una prostituzione dell’anima che sarà difficile guarire, è la vera eredità del berlusconismo e purtroppo gli sopravviverà a lungo, così come le battute misogine e porcherecce manterranno un’eco inquietante, espressione di una cultura che non riesce a superare i suoi fondamenti maschilisti e patriarcali, e anche quando bestemmia il Padre dà invece l’impressione di chiamarlo – testimone e complice – a partecipare al convivio dei pari, mentre la vera blasfemia si consuma, senza suscitare clamori, nell’indulgenza pregiudiziale – che diviene assoluzione di ogni colpa – che le gerarchie ecclesiali hanno accordato e accordano da troppo tempo ad una genìa di politici le cui bramosie individuali attirano e condensano l’imbecillità collettiva, oltre a fare strame di ogni genuino valore etico e politico. La Nazione diventata – femminilmente – un corpo di cui abusare e servirsi a piacimento tra gli applausi di spettatori a cui il potere garantisce la necessaria dose di abbrutimento quotidiano, dimostrando l’assoluta veridicità di chi afferma che il popolo sopporta dai potenti qualsiasi cosa, purché non si smetta di adularlo e che quello stesso popolo non elegge chi lo cura ma chi lo droga.

2 commenti »

  • Leo scrive:

    Oggi compio sessamta anni,quaranta di artigianato,un figliolo universitario ( scienze politiche ) attivita PD,una crisi mortificante anche nell’mio settore,e ogni mattino quando apro la ditta,mi chiedo,ma è possibile che ci siano tanti Italiani masochisti,purtroppo anche se non condivido,perchè la violenza genera tale,devo dare ragione al mio figliolo,questo elemento se non crepa,continuerà ha fare in modo che la Bellissima Italia,diventi realmente la repubblica delle banane,ad avvalorare la mia tesi ,basta vedere di che elementi si circonda.
    Povera Italia
    Viva L’Italia

  • silvana scrive:

    Buon compleanno Leo e non ti scoraggiare, perchè- come scriveva Eduardo de Filippo – prima o poi “ha da passà a nuttata”!

Lascia un commento!

Aggiungi il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile, rimani in argomento. Lo spam non sarà tollerato.

È possibile utilizzare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito web supporta i Gravatar. Per ottenere il proprio globally-recognized-avatar, registra un account presso Gravatar.