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pubblicato sabato, 9 ottobre 2010 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Viaggio in America: Mississippi, Iowa e Nebraska


Rieccoci tutti insieme in America… proseguiamo il viaggio?

Il traffico dell’Illinois mentre ci allontaniamo da Chicago (in fondo è o non è venerdì pomeriggio?) pian piano si dirada e, come in una nebbia che ti lascia rivedere il mondo, ci appare finalmente il vero paesaggio; l’Interstate 80 è una bella ampissima strada che ci fa attraversare – un po’ viandanti solitari – gli sterminati campi di grano di questo stato che ci accompagneranno anche in altri, per moltissime miglia.

Sono incantata dai fusti di queste piante, sono così alti e il fogliame così fitto che temo quasi che questi campi celino qualcosa, ora che la strada si è fatta deserta e sembriamo gli unici viaggiatori dello stato! Dopo ore di auto verso ovest e tante miglia sotto le ruote, il tramonto ci sorprende proprio sul maestoso Mississippi (un tempo chiamato Meschacebépadre delle acque) che, per raccontarlo alla maniera dello scrittore Mario Maffi

“è spettatore dei risvolti più oscuri dello sviluppo americano, con i suoi sentieri che ancora riecheggiano dei lamenti degli indiani deportati e degli schiavi in catene”.

E se

“questo è il fiume celebrato da Mark Twain, che ha influenzato Herman Melville, William Faulkner, Eudora Welty, Tennessee Williams”,

sarà un piacere leggere anche il suo Mississippi. Il grande fiume: un viaggio alle fonti dell’America edito da Rizzoli.

L’immagine da cartolina e i pensieri silenziosi che ne conseguono, ci fanno scorrere il tempo sulla strada fin sotto la pelle, dentro le vene, elargendo proprio le emozioni che andavamo cercando. Ma c’è bisogno di riposo ed entrati nello Stato dello Iowa (il cui nome è dato dalla tribù di ceppo Sioux, gli Iowa appunto) ci fermiamo a dormire, e all’alba, con la foschia che avvolge il Motel, siamo già pronti a ripartire attraversando le grandi pianure, destinazione: Nebraska.

Per strada ci fanno compagnia giganteschi e coloratissimi camion, tutti addobbati a festa, facendoci sentire meno soli tra campi di mais e immensi spazi rurali. Siamo proprio nel cuore degli Stati Uniti, laddove è stato ambientato Il mago di Oz o La casa nella prateria, in una zona di fenomeni naturali estremi come i tornado o disastrose alluvioni! Il cielo, per fortuna, ci sorride terso e benevolo.

Il Nebraska ci stupisce! Infinite distese d’erba ci raccontano di Pony Express (postini a cavallo possibilmente orfani ed esperti cavallerizzi), delle storiche piste dell’Oregon, e le grandi praterie ospitano delle particolari cassette delle lettere che più di una volta ci fanno scendere dall’auto – in compagnia di cavallette in festa – per guardarci intorno: di chi sono? A quali case appartengono se non ve n’è nessuna all’orizzonte? Affascinante! E che dire della linea ferroviaria che attraversa queste terre? Parallelamente alla strada che stiamo percorrendo, ecco il treno con i suoi vagoni merci stracarichi di cereali: decido di contarli ipnotizzata, mai visto un treno più lungo! Ben centotrentasette vagoni più la locomotiva, che fischia così come la si immaginava da bambini…

Poi rieccolo, il grano! Ancora distese e distese che si estendono a perdita d’occhio, e cominciamo ad associarlo a qualcosa di poco rassicurante! Ricordate il film Grano rosso sangue? Era tratto da un racconto di Stephen King intitolato I figli del grano, presente nella raccolta A volte ritornano. Giovani assassini nascosti tra sterminati campi di grano minacciavano di morte due viaggiatori in nome di “colui che cammina nel grano”, dopo aver sterminato tutti gli adulti del loro villaggio! E dove era ambientato? In Nebraska, appunto! Arriviamo comunque sani e salvi laddove la pianura si interrompe, dapprima con dolci colline, e poi con un panorama familiare: la Cimney Rock! Montagna dalla caratteristica forma di un camino, e stata uno dei più importanti punti di riferimento dei pionieri, ma molti di voi – rivedendola in foto – la assoceranno al film “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Un bello spettacolo davvero!

Il tempo sta cambiando, è di nuovo il tramonto, il temporale in arrivo ci invita ad una sosta; sulla mappa, nomi di paesi ci fanno ben sperare in quanto a cibo e un letto, ma spesso nella realtà si rivelano essere due case, un saloon (di quelli con tanto di segatura sul pavimento), grandi cisterne e piccola chiesa. Tuttavia hanno un che di estremamente suggestivo, credetemi e in uno di questi all’ora di pranzo veniamo anche invitati ad una festa con musica, cibo e barbecue! In tarda serata, fortunatamente incontriamo un villaggio con qualche casa in più ed un pub, ci fermiamo e le poche anime presenti sono di una cordialità deliziosa. Una bistecca, una birra e una sana dormita sono quello che ci vuole! Nella stanza del motel, traduciamo un avviso: siamo in piena stagione di tornado, dunque nell’eventualità suoni una sirena, dobbiamo recarci immediatamente all’interno della costruzione più solida: la chiesa. Il vento fischia per tutta la notte ma la sirena non suona, e la mattina dopo, mentre albeggia promettendo una bella giornata, l’auto dello sceriffo è parcheggiata al motel. Quando riportiamo le chiavi, la ragazza della reception arriva in ritardo e spettinata. Dormiva o… abbiamo interrotto qualcosa con lo sceriffo? Oggi siamo diretti in Wyoming, per strada il paesaggio cambia ed io mi innamoro perdutamente di questo stato!

Qui incontreremo i primi bisonti, panorami più vivaci e meno malinconici, e purtroppo anche tanti cani delle praterie e cerbiatti sul ciglio della strada, uccisi dalle auto che invadono il loro territorio. Alla prossima!


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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