La mia mamma
La mia mamma fa nascere i bambini
e al paese ne dicono gran bene
quando s’apre il ricordo delle pene
sofferte per portar dentro la panza
maternità e destino, roba insomma
del Cunto de li Cunti d’ogni donna.
La mia mamma ha sgravato mille donne
ha annodato ombelichi e sculacciato
mille creature in vista del futuro
quando non c’era acqua nelle case
né luce, se non moccoli di cera
e santa pupa in ferma permanente
sosteneva le mamme e le mammane
donne congiunte nella stessa sorte
antica sorte, e gloria della specie.
Della mia mamma sono molto fiera
e ricordo ogni notte che s’alzava
con la valigia in mano e buone scarpe
incontro al vento al buio o al plenilunio
per la via delle case o verso i campi
dove l’acque si scioglievano e nei letti
i dolori mordevano la carne
e ogni cellula gridava per l’onore
della vita che s’autocelebrava
e nel sangue dell’ultimo sussulto
si quietava in braccio a mamma mia.
Mamma mammana, pronta alla bisogna
quando finisce il tempo dell’attesa
di giorno e notte e ognor, mamma cicogna.
Foto | franco.a






meravigliosa, emozionante poesia! contiene il valore e il senso di ogni mamma, anche della mia mamma.
grazie Anna
La mia mamma sono io
e doverosamente
ascolto il battito
del mio cuore animale.
infinita contemplazione
ed aspettare sovrapposizioni
del tuo volto al mio
mi trova soffocata, stanca,
ma di te non vi e’ traccia.
solo illusione.
mescolanza?
imperizia?
abbandono?
negazione?
solo incuria ?
la mia mamma sono io,
laddove l’ abbandono
determina la follia
un fluire vuoto,doloroso,
lucido respiro
di solitudine eterna.