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pubblicato martedì, 19 ottobre 2010 da Silvana Sonno in Poesia e dintorni
 
 

La mia mamma


La mia mamma fa nascere i bambini
e al paese ne dicono gran bene
quando s’apre il ricordo delle pene
sofferte per portar dentro la panza
maternità e destino, roba insomma
del Cunto de li Cunti d’ogni donna.

La mia mamma ha sgravato mille donne
ha annodato ombelichi e sculacciato
mille creature in vista del futuro
quando non c’era acqua nelle case
né luce, se non moccoli di cera
e santa pupa in ferma permanente
sosteneva le mamme e le mammane
donne congiunte nella stessa sorte
antica sorte, e gloria della specie.

Della mia mamma sono molto fiera
e ricordo ogni notte che s’alzava
con la valigia in mano e buone scarpe
incontro al vento al buio o al plenilunio
per la via delle case o verso i campi
dove l’acque si scioglievano e nei letti
i dolori mordevano la carne
e ogni cellula gridava per l’onore
della vita che s’autocelebrava
e nel sangue dell’ultimo sussulto
si quietava in braccio a mamma mia.

Mamma mammana, pronta alla bisogna
quando finisce il tempo dell’attesa
di giorno e notte e ognor, mamma cicogna.

Foto | franco.a


Silvana Sonno