La sessualità
La vita di coppia è un argomento così complesso e sofisticato, con un’apparente ripetitività generazionale, ma con una unicità e irripetibilità altrettanto sconcertante. Si può pensare, metaforicamente, al DNA della persona, alla complessità degli elementi che lo rendono specifico e unico, per capire che la vita di coppia ha queste stesse caratteristiche, ma, ben più complesse se pensiamo che sono moltiplicate per due.
Da questo incrocio di complessità nascono, oltre ai figli (altra complessa-complessità), le incomprensioni e i conflitti che sono la naturale conseguenza del vissuto familiare di ciascuno, con le caratteristiche che contraddistinguono ciascuna famiglia. Tali caratteristiche sono così radicate in ciascuno che si perdono nel profondo inconscio, ma ci fanno agire, positivamente o negativamente, in maniera naturale e spontanea. Un neologismo, da me coniato, rispetto alle eredità famigliari è ereditaggine, che riferito al mio cognome Tassiello suona tassiellaggine, vezzeggiativo con qualche vena dispregiativa, che ciascuno può coniare a proprio uso e consumo con il cognome della propria famiglia e fare mea culpa per alcune situazioni criticabili.
La sessualità, nel bene e nel male, è l’elemento che cementa la coppia, e la fa sopravvivere nonostante tutto e tutti. L’essere umano nella sessualità si è evoluto, ma gli elementi basilari che la sostengono e la stimolano sono condivisi con il modo animale; gli ormoni sopraggiungono allo scadere del tempo puberale, poi scadono sempre puntualmente con le fasi lunari o con altre “magie” che spingono e sospingono l’uno verso l’altra. Molto sinteticamente o semplicisticamente la sessualità è rappresentata nella diversità. Il termine sesso deriva da sexus, cioè secare, dividere ciò che in passato era unito, il maschile dal femminile, “condannando” queste due metà alla ricerca della completezza.
Schopenhauer nel suo Metafisica dell’amore sessuale scrive che
“L’amore è un inganno della natura”
e aggiunge
Ma, anche senza mito e senza simbolo, la veemenza dell’istinto sessuale, la vivacità del suo ardore e la profonda serietà, con la quale ogni animale, compreso l’uomo, ne compie le funzioni, dimostrano che proprio mediante la funzione sessuale l’animale appartiene a ciò in cui propriamente e principalmente sta il suo vero essere, cioè alla specie, mentre tutte le altre funzioni e tutti gli altri organi servono direttamente solo all’individuo, la cui esistenza, in fondo, è puramente secondaria.
Ma mentre parliamo dell’immortalità della specie, dobbiamo fare i conti con la caducità della coppia, tornando a citare la frase della nostra lettrice:
“… Amo moltissimo il mio ragazzo e andiamo d’accordo praticamente in tutto, siamo assieme 24 ore su 24 e questo non ci pesa affatto, ma la nostra sessualità è come una mina vagante che sempre minaccia la stabilità del nostro rapporto…”.
Quindi tutto ciò che abbiamo appena detto della sessualità come “cemento” della vita di coppia, diventa inutile, quasi un controsenso se …la nostra sessualità è come una mina vagante che sempre minaccia la stabilità del nostro rapporto. Di fronte a questa contraddizione di fondo ci troviamo in una condizione insicurezza a più livelli, come lo sono le cose semplici, ma che non sono facili da raggiungere e mantenere.
Per queste ed altre domande è disponibile questa rubrica a cui risponde il sessuologo dottor Francesco Tassiello 06.98.52.852 – 392.97.53.748
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