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pubblicato giovedì, 28 ottobre 2010 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

L’arte di scegliere le parole nella scrittura

L'arte di scegliere le parole

L’arte di scegliere le parole

Nella cassetta degli attrezzi di ogni scrittore, non può mancare una bella e ricca varietà di vocaboli. Ma, nel terreno minato delle parole, vi si incontra di frequente una trappola: la ripetizione. Vi suggerisco di provare ad evitarla facendo “raffreddare” il vostro testo per un po’, per poi rileggerlo con la dovuta e meritata attenzione. Quante cose vi erano sfuggite, non è vero? Rileggere un lavoro dopo averne preso le distanze, rende più critici, più obiettivi. Non si può scrivere di getto un testo perfetto, non credeteci. Perché la revisione è parte integrante del processo di scrittura. Vi suggerisco inoltre di stampare sempre ciò che volete correggere, perché sulla carta la vostra attenzione risulterà maggiore!

Ma, vi prego, non trasformate la caccia alla ripetizione in incubo ricorrente affannandovi alla ricerca di vocaboli “diversi”, originali, addirittura pomposi! Nella scrittura, ogni cosa deve possedere il dono della fluidità, dunque bandite le ossessioni e trasformate il Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari, in un fedele e prezioso alleato. Leggete a voce alta, individuate non solo le ripetizioni ma anche il suono delle parole scelte, e dunque eventuali cacofonie (dal greco “cattivo suono” – tra tre ore – ), assonanze (che provocano involontarie rime imperfette – vento, attento – ), allitterazioni (ripetizioni, nella stessa frase, di lettere o gruppi de lettere simili – realizzazione aziendale – ), similitudini abusate (freddo come il ghiaccionero come il carbone).

Sono belle le parole, e grazie alla loro efficacia uno scritto può essere paragonato a un quadro; Mirò, nel 1925, stese una pennellata di azzurro sulla tela e sotto di essa scrisse: “Questo è il colore dei miei sogni”, amando mescolare le parole all’immagine. Voi, scrivendo, potete compiere il processo inverso, trasmettendo immagini attraverso la parola. Ricordatevi che i grandi scrittori hanno grandi percezioni, grandi visioni, più che grandi idee (qui la ripetizione di “grandi” è voluta…). Ed è grazie al loro sapiente uso delle parole che sono in grado di mostrarci luoghi, oggetti, ma anche emozioni, avvenimenti, azioni e reazioni. Il concreto e l’astratto. State però in campana: anche le parole possono giocarvi qualche brutto tiro. Dei piccoli esempi?

Non usate mai formidabile per intendere “bellissimo, grandioso”. Lo fate? Niente di più sbagliato, poiché in realtà significa terribile, tremendo, spaventoso. E che dire di affatto? Se usato da solo, significa “completamente”. Dunque dire “Lucia è affatto bella”, significa che lo è. Per trasformarlo in negazione, deve essere preceduto da “niente, nulla”. Lucia è niente affatto bella. (Poverina…)

E… mica? Lo usiamo come avverbio di negazione, ma per farlo correttamente dobbiamo far sì che sia accompagnato proprio dalla negazione “non”. “Non è mica vero”. Infatti “mica” è un sostantivo latino e significa briciola; noi gli attribuiamo il significato di “un pochino”, quindi mica vero sta a significare che un pochino è vero!

Un ultimo esempio: assolutamente. È un avverbio neutro, non può stare mai da solo, deve essere sempre affiancato da un sì o un no.

Gli esempi potrebbero essere davvero tanti e, ahimè, anche le sviste, dunque siate vigili! Ma siatelo al momento delle correzioni, della rilettura, e non mentre vi ritrovate alla prese con l’ispirazione, o bloccherete quella grande magia che è un atto creativo.

Esercizio: aprite a caso un vocabolario e scegliete una parola, quella che preferite o che colpisce la vostra fantasia. Attorno ad essa, sviluppate una situazione; si tratta di una scena, non di un racconto, al massimo quindici righe in grado di rendere protagonista una parte consistente di voi.

Foto | Pixabay


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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