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pubblicato mercoledì, 17 novembre 2010 da Francesco Tassiello in Zibaldone
 
 

Indebolimento dell’attrazione sessuale


La relazione affettiva e sentimentale è tra le più vulnerabili e risente delle vicissitudini sociali e dello stress quotidiano. Quando due si lasciano restano ferite emotive di forte impatto sul sistema vitale dei due partner. Ciascuna coppia a suo modo ha una storia di innamoramento e romanticismo di valore personale il cui ricordo è fonte di nostalgia e tristezza. Con alcune di queste coppie ci chiediamo perché si è giunti alla separazione; e in conclusione ci provochiamo sul perché nonostante ciò altre coppie non si separano.

Alla base dell’indebolimento dell’attrazione sessuale c’è di norma il fatidico calo del desiderio sessuale. Come in tutte le coppie, all’inizio, durante l’innamoramento il processo “proiettivo” facilita l’accettazione ed il superamento di ogni difficoltà.

Ma poi che succede al reciproco desiderio? Argomento di forte attualità, trattato da più punti di vista. Probabilmente è stimolante se suscita tanto interesse e curiosità.

Per la signora, che chiameremo Magda, non è semplice curiosità, dati gli estremi della sua richiesta, riferita al disinteresse che si sta verificando da parte del suo compagno. Lei precisa che è “oggetto” di attenzione da parte di altri uomini, ma non, appunto, del suo compagno.

Una prima risposta che possiamo dare a Magda e alle donne nella stessa situazione, che non rassicura, come il noto proverbio “mal comune mezzo gaudio”; un altrettanto luogo comune, che avverte le donne prossime al matrimonio: “rinunciare alle attenzioni di molti per la distrazione di uno”. In un recente passato il calo del desiderio era una peculiarità più femminile che, dopo il matrimonio e la nascita dei figli, era distratta da altri impegni e la sera aveva l’emicrania o altre “scuse” pronte.

Ma che cos’è, intanto, il desiderio? Un oggetto misterioso o qualche cosa di tangibile? Il termine contiene nel suo etimo gli astri e l’impossibilità di vederli, da parte dell’aruspice che, dalla lettura degli stessi, trae i suoi vantaggi. Mentre nel termine “con-siderare” c’è la definizione del condividere la lettura degli astri, di cui sopra.

Ma, molto spesso, il calo del desiderio nasconde altro… e non è sufficiente pensare al testosterone o al viagra. Si racconta in cronaca di episodi particolari, in cui la lei del caso, somministra nel bicchiere di vino rosso il contenuto triturato di due pasticche blu, con conseguenze particolarmente allarmanti. Altrettanto allarmante può essere l’abuso di farmaci contenenti androgeni, suggeriti dal “fai da te” alle donne, che potrebbero causare danni estetici rilevanti, quali la crescita di peluria sul volto. Quindi cosa si può fare?

Intanto deve essere chiaro che il desiderio è altro dall’eccitazione, che nell’uomo garantisce l’erezione peniena e nella donna la lubrificazione vaginale; mentre il desiderio può essere presente anche in assenza di erezione, perché trova la sua espressione nelle fantasie, pensieri e nel legame che unisce due persone. Il desiderio, in sé, dovrebbe precedere, accompagnare e sussistere anche alla conclusione dell’atto sessuale; così come viene suggerito nelle diete in generale, e alle persone che soffrono di bulimia o anoressia. Quando la difficoltà persiste è utile rivolgersi ad uno specialista.

Alcuni autori ipotizzano che tra le caratteristiche di un matrimonio duraturo è essenziale l’attrazione fisica, l’affinità, la somiglianza di vedute; ma, soprattutto la gestione delle differenze (valori-educazione-religione). Nel tempo, proprio le caratteristiche della diversità, dall’essere motivo di attrazione, diventano cause di disfunzione coniugale. L’indebolimento dell’attrazione sessuale può essere spiegato in base al fatto che l’interesse sessuale può essere incrementato tramite processi di condizionamento classico o pavloviano; inoltre, lo studio ha dimostrato anche l’influenza dell’abituazione o assuefazione, per cui se uno stimolo viene presentato più volte la risposta da esso innescata a poco a poco diminuisce d’intensità; a questo proposito diversi studi hanno rilevato che l’esposizione ripetuta allo stesso stimolo eccitante produce risposte peniene sempre più deboli. Tali dati sottolineano l’importanza del cosiddetto “effetto Coolidge” in base al quale l’interesse sessuale maschile sarebbe mantenuto dalla varietà degli stimoli.

L’effetto è così denominato da Calvin Coolidge (1872-1933 – in foto), trentesimo presidente degli USA (1923-1929), il quale durante la visita a un allevamento di polli avrebbe commentato, rispetto a una maliziosa nota della moglie circa il fatto che il gallo doveva essere molto attivo per soddisfare tante galline, che la cosa non doveva essere molto difficile per l’animale in quanto non aveva a che fare sempre con la stessa unica gallina.

Per queste ed altre domande è disponibile questa rubrica a cui risponde il sessuologo dottor Francesco Tassiello 06.98.52.852 – 392.97.53.748
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Francesco Tassiello