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pubblicato domenica, 28 novembre 2010 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

E tra le mura il cuore. Intervista all’autrice Susanna Trossero


Le mura (qualcosa di duro e impenetrabile) e il cuore (simbolo della disponibilità): come si conciliano questi due elementi che danno il titolo al tuo libro?
In effetti, apparentemente sono inconciliabili, me ne rendo conto. Qui le mura sono intese come un luogo duro, difficile da abitare, che imprigiona l’anima, ma ho imparato che sentimenti positivi e apertura verso gli altri, possono aprirsi un varco ovunque, o almeno ci si può provare! Credo che chi ancora aiuta una vecchina ad attraversare la strada in pieno centro a Roma, che chi riesce a cantare la sua canzone preferita seppur bloccato nel traffico, o chi è ancora in grado di intenerirsi davanti al fiume di bambini che escono da scuola, è colui che si è salvato, colui che può dire senza pericolo di smentita che le mura della città non possono nulla, se tu non lo vuoi.

La città, sotto diversi punti di vista, è l’argomento centrale del libro: come vive la città Susanna Trossero?
Io vengo dalla provincia, da luoghi in cui la natura è dietro l’angolo e per raggiungerla non devi sfidare il traffico. Da luoghi che profumano di salsedine e semplicità, e nei quali non occorre controllare l’agenda per incontrare gli amici. La città ti isola, non è a misura d’uomo, ti ruba il tempo e arriva sera che non sai com’è potuto succedere. Nondimeno, qui ho incontrato belle persone (in questo sono molto fortunata: le incontro ovunque) e tanta poesia. Roma ha un fascino incredibile se si va oltre le apparenze o l’incubo del raccordo anulare. Bisogna saper guardare, sentire, e uscire di casa il più possibile (magari usando i mezzi pubblici… è un consiglio) tra statue uniche al mondo, vecchie vie del centro dai portoni fatiscenti (e gerani nei balconi), o tra le iscrizioni piene di passato. Si respira una malinconia nostalgica che va oltre lo smog. E che dire delle piante di capperi che nascono, vivono e sopravvivono tra le crepe delle vecchie mura? Piccoli grandi miracoli della natura che mi incantano.

Visto che viaggi molto, qual è la tua città ideale?
La mia città ideale non c’è… C’è il piccolo villaggio sulla costa, con la gente eternamente abbronzata per via della vita e del lavoro all’aria aperta, e il mare d’inverno che sfoga la sua rabbia contro il faro. Mi piace la mia terra, la Sardegna. Mi piacerebbe vivere in luoghi che me la ricordino ma che non siano stati mortificati dall’inquinamento di fabbriche, basi Nato e quant’altro. Mi piace poter vivere le piccole cose senza guardarle dai vetri, e la mia terra questo te lo concede ogni giorno. Ma mi innamoro ad ogni viaggio, lo ammetto, e un po’ la tradisco. Adesso mi affascinano le contee del Maine, quelle che si affacciano sull’oceano e che vorrò andare a vedere prima o poi. Ma ritengo anche che il luogo ideale in cui vivere sia quello in cui ci si sente appagati, quello in cui possiamo ascoltare e seguire le nostre inclinazioni e costruirci una serenità interiore.
Roma, in questo, mi sta trattando bene.

E tra le mura il cuore è un libro che va letto soprattutto… quando?
Questo è il libro delle piccole cose, dei pensieri che vagano a volte distratti altre attenti a ciò che lo sguardo fotografa per strada. Credo che si possa leggere in un momento di pace, quando il nostro gatto fa le fusa, il divano ci accoglie, più confortevole del solito, e la casa ci sembra finalmente “tana” sicura.

E chi è il lettore ideale?
Chi ha ancora voglia di liberare i suoi, di pensieri. A me capita, quando leggo riflessioni semplici e a volte un poco malinconiche, di aver voglia di scriverne di mie, stimolata proprio da quella semplicità. Mi sento condotta per mano in quell’altrove dove c’è spazio per l’anima, per l’essenza. Ecco, il lettore ideale è colui che viene con me.

Susanna Trossero
E tra le mura il cuore. Pensieri e stagioni in città
pp. 56, euro 6,50
disponibile anche in eBook (euro 2,99)


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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