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pubblicato mercoledì, 8 dicembre 2010 da Susanna Trossero in Recensioni
 
 

Viaggio in USA: tra piccoli villaggi e cittadine deliziose


Colazione con muffin (e agli amanti del caffè non consiglio quello americano..), mentre gli effluvi tutt’intorno già da soli sono un attentato allo stomaco. Meglio l’aria fresca di montagna dunque. Tutta la zona delle Black Hills possiede un fascino particolare sia per lo sguardo che per la mente.

Bellissimo da ammirare, è questo un paesaggio denso di significati spirituali che, come spesso accade, l’uomo “civile” non ha saputo né voluto rispettare. Siamo infatti in un misterioso luogo sacro in cui, gli indiani, comunicavano con il Grande Spirito, chiedendo aiuto e consiglio. Un luogo di culto dunque, che tuttavia non fu rispettato dall’uomo “civile”, attratto dalle ricchezze del territorio rappresentate – per lui – più da giacimenti auriferi che da sciocche questioni spirituali di tribù incivili. Così i Sioux vennero “allontanati” (per usare un eufemismo) e le montagne furono occupate da avidi speculatori senza scrupoli.

Ma tutto ciò non fu sufficiente, né lo sarebbe stato piantare una bandiera a segnalare il territorio, no. Dunque, nel 1941, l’America deturpò definitivamente questo luogo sacro imponendosi con una gigantesca scultura, ovvero scolpendo nella roccia i volti di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt, i quattro presidenti. Quattordici anni di lavoro il cui risultato non è altro che uno sfregio ad un luogo di culto, alla fede di un grande popolo. Non vorrei polemizzare, ma non è forse come distruggere una chiesa, atto questo che agli americani parrebbe blasfemo e imperdonabile? Tra quelle cime, tra i boschi di conifere e i laghi silenti, ho chiesto scusa al Grande Spirito per questo scempio, e per quegli stupidi negozi di gadget ai piedi del suo regno.

Non molto lontano, nello stesso territorio, per salvare la faccia gli americani hanno cominciato a lavorare ad un’altra scultura, il Crazy Horse Memorial, che sarà la più grande del mondo, in memoria – dicono – del grande guerriero Cavallo Pazzo. Non l’ho fotografata. Siamo tanto abili, noi popoli “civili” a mettere diplomaticamente delle pezze sulle più grandi ingiustizie compiute. Qui, l’unico monumento che è stato eretto, è quello alla vanità, all’ego. All’arroganza.

Ce ne andiamo amareggiati, a cercare altre “grandezze”: quelle dei laghi giganteschi, dei campi di grano infiniti, delle immense pianure, delle maestose montagne, e del Missouri.

Proseguiamo il viaggio, che oramai si sta trasformando in un rientro a casa, scoprendo piccoli villaggi o cittadine deliziose. Rapid City, per esempio. Greybull, Moorcroft, Mitchell, Winona… E lo sarebbe anche Wall, se non fosse divenuta un po’ troppo turistica. Nondimeno, ha il suo fascino e riproduce i drugstore del 1950. Proprio qui, un farmacista di nome Ted Hustead, nel 1936 inventò il primo “cartellone pubblicitario”, ponendo sulla strada un’insegna con la quale offriva acqua fresca ai viaggiatori. Rudimentale ma efficacissimo mezzo, visti i risultati a tutt’oggi. Fotografiamo la farmacia, intrigati dall’aver scoperto l’origine di certi strumenti pubblicitari.

Arriviamo nel Wisconsin dopo aver incontrato una mandria di bisonti, l’ultima del nostro viaggio. Il cielo è stellato, la sosta in un motel dopo undici ore di guida è vitale, ma all’alba ci sveglia uno strano rombo sordo, accompagnato da tuoni: è una pioggia torrenziale, e ci accompagnerà fino a Chicago, in una strada non più deserta ma trafficata da grossi camion e auto di ogni genere a ricordarci che le praterie e i boschi sono sempre più lontani. I grattacieli ci vengono oramai incontro, il sogno è stato interrotto, abbiamo un aereo da prendere. All’aeroporto, un eccezionale gruppo di musicisti allieta i viaggiatori con musica jazz. Sono bravissimi! Li ascolto con in testa il mio cappello rosa da cowgirl.

Ciao Manitù, forse ci rincontreremo ancora.


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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