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pubblicato giovedì, 6 gennaio 2011 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Epifania, una poesia di David Maria Turoldo

Epifania poesia di David Maria Turoldo

Epifania poesia di David Maria Turoldo

David Maria Turoldo (1916-1992) è stato un poeta che ha saputo tradurre in versi i sentimenti più intimi del cuore umano. Definito “coscienza inquieta della Chiesa” (ricordiamo che David Maria Turoldo era un frate dell’Ordine dei Servi di Maria) trasforma questa inquietudine in parole che penetrano, come lama affilata, nell’animo di chi legge.

Nel suo corpus poetico troviamo anche la poesia dal titolo Epifania in cui si sofferma sui Magi, e li definisce come “i santi più nostri”, in quanto “pellegrini del cielo”: essi sono “l’anima eterna dell’uomo che cerca”.

Eran partiti da terre lontane:
in carovane di quanti e da dove?
Sempre difficile il punto d’avvio,
contare il numero è sempre impossibile.
Lasciano case e beni e certezze,
gente mai sazia dei loro possessi,
gente più grande, delusa, inquieta:
dalla Scrittura chiamati sapienti!
Le notti che hanno vegliato da soli,
scrutando il corso del tempo insondabile,
seguendo astri, fissando gli abissi
fino a bruciarsi gli occhi del cuore!
Naufraghi sempre in questo infinito,
eppure sempre a tentare, a chiedere,
dietro la stella che appare e dispare,
lungo un cammino che è sempre imprevisto.
Magi, voi siete i santi più nostri,
i pellegrini del cielo, gli eletti,
l’anima eterna dell’uomo che cerca,
cui solo Iddio è luce e mistero.

 Foto | Alex Scarcella








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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)