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pubblicato sabato, 22 gennaio 2011 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Che cosa è presentare un libro?


Che cosa è presentare un libro, se non una forma di comunicazione? Chi scrive si racconta attraverso i suoi testi, e chi legge ha un volto da associare a questi e tanti più elementi per comprenderli. Si tratta di un completamento che conferisce un sapore in più, perché un libro di sapori è pieno, così come è pieno di odori e immagini, di emozioni e sensazioni. O di niente, ahimè, ed ecco allora il libro che non ci piace, quello mai letto fino in fondo.

Io mi sento molto fortunata, e non perché pubblico libri o racconti, ma perché i miei libri e i miei racconti sono stati fino ad ora apprezzati, perché chi li ha letti ne ha parlato con gli amici, ne discute alle presentazioni, ha provato qualcosa, in bene o in male.

Sono appena rientrata dalla Sardegna, dove appunto ho presentato il mio ultimo E tra le mura il cuore ma non solo. In tre autori – Giovanni Fiabane e Federico Contu con il loro Anime Ammutinate e io – abbiamo infatti organizzato degli incontri a S. Antioco (Birreria Rubiu), Iglesias (una bellissima e antica casa del centro storico) e Carbonia (Palestra FitLife), mescolando poesia e narrativa in luoghi informali e accoglienti, ed è stato un piacere affidare le letture alla nostra fedelissima Simonetta Lisci, che ha reso ogni pezzo scelto, più vivo e vibrante.

Abbiamo ospitato altri autori e altri autori sono stati nostri relatori insieme ad amici, dunque l’atmosfera creatasi è stata quella che speravamo.

Si è parlato anche di indifferenza o di altruismo, di emarginazione o di amicizia e comprensione, di ammutinamenti dell’anima, di incontri tra generazioni differenti, delle piccole cose di ogni giorno che rappresentano la grandezza della semplicità, e che stanno anche tra le mura di città frenetiche o quartieri dormitorio.

Terminato questo interessante sodalizio tra noi tre autori della Graphe.it – avvenuto nelle date 13, 14, 15 gennaio – sono stata ospitata, il 17 pomeriggio, all’Emporio Esse di Carbonia, a parlare stavolta di tutti i miei libri e del mio percorso letterario. Tra le persone del pubblico, c’è stato un intervento che mi ha molto colpita perché parlava dell’indifferenza, male di questa nostra società. E definiva il mio stile, il mio scrivere, l’opposto di questo male. Non posso che ringraziare chi ha colto l’essenza dei miei scritti, chi li ha ascoltati e chi ha avvertito anche una mia grande paura: che questa indifferenza possa colpirci quando siamo distratti, fino a renderci tutti ciechi e sordi nei confronti dell’umanità che ci circonda. Anche noi sì, noi che speriamo di esserne immuni. O che ci colpisca in qualità di vittime, in momenti di vulnerabilità o debolezza. Grazie, perché scorgere le parole non dette tra tutte quelle scritte, avvertire i sussurri più intimi di un autore, significa leggerlo. Comprenderlo fino in fondo traducendo le sue emozioni anche quando possono non appartenerci. In questo caso, abolendo la diversità tra due persone, tra due mondi separati, e trasformandola in una sorta di condivisione complice.

Quante cose può fare un libro…


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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