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Giornata della Memoria 1945-2011

Scritto da – giovedì, 27 gennaio 2011 – 08:00Un commento
Giornata della Memoria 1945-2011

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. (Legge n. 211 del 20 luglio 2000)

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Un commento »

  • iannilli antonella scrive:

    baracca 118 Auschwitz concerto per violino e coro

    Un pezzo e solo un pezzo di musica, l’ esecuzione viene a fatica dal profondo.
    Suonano i violini nella baracca 118,esplode in me, e cosa può esplodere?
    sono solo una forma inespressa, i miei occhi un affresco lontano,
    proibite pure le esecuzioni mentali,qui nella baracca la sparente umanità morente si accalca ai vetri della baracca,
    Concerto in minore (solo)la linea melodica si ancora a noi,ma noi non ci reggiamo neppure ai vetri,e scendiamo verso il basso implacabilmente afflitti.
    Granitiche urla solcano l’ improvviso sopra il valzer di Strauss (il bel Danubio blu ) l’ inondazione ha reso la baracca come palude, anche la nostra predicazione interiore ci invita a credere che la musica ci porterà’ lontano, qualcuno ci salverà..
    piove fuori ,romantica concezione della natura,la musica della bracca 118 e come un ciclone,avremmo preteso che il torvo dolore implacabile volasse via assieme ai suoni, profondi, tragici ribattuti.
    batte la mia mano nel vetro, altri mi seguono ecco il ritmare , affascinante coro, speranza dominante sul silenzio, parafrasi virtualistica che ci fa sentire ancora vivi parte del coro della vita tragicamente uniti,
    qualcuno ci salverà…

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