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pubblicato giovedì, 10 febbraio 2011 da Mirtilla in Recensioni
 
 

Principe Azzurro o maschio frustrato?


Secondo incontro. Area geografica: Lazio, nella provincia di Roma.

Un affabulatore, funzionario di banca o similare, pieno di sentimento, corteggiatore educato, voglioso di trasgressione; nei suoi dialoghi è spesso presente un “vorrei ma non posso”. Perché? Mi intriga far cadere quel “non posso”, ovviamente.

Ha un grande senso del dovere e pare l’unico uomo al mondo che lavora. Nondimeno ha anche una famiglia con cui vive e alla quale non racconta delle sue capatine in chat, non la si deve nominare la sua sacra famiglia, non si deve sapere, e cosa forse non lo sa neppure lui! È sempre di corsa, questo probabilmente è dovuto alla sua origine sarda: è nativo di un luogo in cui i suoi avi correvano l’Ardia di San Costantino e così anche lui corre sempre, con in mano la bottiglia di Gatorade e gli indiani che lo inseguono, o almeno così lo immagino io, mai una pausa e un po’ mi mette l’ansia. Lunghe telefonate si intrecciano di giorno ai messaggi notturni, fortunatamente sempre più caldi di quei resoconti dettagliati di giornate identiche l’una all’altra. Giornate di tutti, in fondo, niente di eclatante, ma sono le sue, dunque vanno raccontate perché rappresentano la sua continua ed estenuante lotta per la sopravvivenza: la vendita dell’azione E-Biscom! Vuoi mettere? Il cliente incazzato gli cambia l’umore, come la borsa che scende e sale. È il tuo lavoro e la borsa sale e scende da quando è borsa, perché diavolo stupirsi tanto? Eppure la prassi è questa: umore = borsa; borsa = corse continue; ma non sarà invece borsa = Ardia di San Costantino?

Anche lui si dichiara di bell’aspetto, come tutti quelli con cui chatto… da qui il sospetto che non solo a Napoli i figli son pezzi ‘e core! Troppe mamme l’hanno detto troppe volte e il danno è fatto.

Il giorno dell’incontro ci si vede ad Arezzo, a metà strada sia per me che per lui. L’autovettura, i vestiti e gli accessori, raccontano di un uomo benestante, ma… il bell’aspetto? Perché creare aspettative? Io non lo faccio. Ci sono anche altre cosette da non sottovalutare, per esempio gli regalerei una scatoletta di mentine… Certo, io non sono degna, fumo, ma…

Data la mia innata voglia di far parte della Croce Rossa, lo valuto comunque un personaggio interessante e voglio dargli una seconda possibilità. In fondo ha qualcosa che mi attrae. Ci si rivede a Bologna in occasione della partita Bologna – Lazio; un pranzo, due chiacchiere, un giaciglio comodo sul quale rotolarsi qua e là ma senza arrivare oltre perché il pensiero della fidanzata (ebbene sì, ha una fidanzata) lo blocca. Il mio gran cuore non gli chiude la porta e ci si rivede, ancora a Bologna. E qui si rivela in tutta la sua folle idea del tradimento. Lui, il maschio frustrato, la tradisce ma – secondo lui – non del tutto. Si ferma ai preliminari, non si concede completamente, solo quello che basta al piacere personale ignorando la sua “meretrice” per non fare un torto a colei che lo ama. Essere stronzi va bene, ma comprendo all’istante che lui se ne approfitta! E comunque ci sarebbe anche una versione differente dei fatti: secondo il mio modesto parere credo che il fedelissimo non abbia la più pallida idea di che cosa significhi fare sesso, che non sappia neppure dove mettere le mani e che neppure distingua le differenze basilari tra uomo e donna. Resta il fatto che… non c’è più nulla da raccontare, resta un’unica soluzione: EVITARLO. Lui chiama, richiama e continua a chiamare, ma grazie a Dio il cellulare identifica il chiamante evitandomi così di dover rispondere a “tutti”.

Che mi riserverà il futuro? Seguitemi

Mirtilla


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