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pubblicato giovedì, 24 febbraio 2011 da Mirtilla in Recensioni
 
 

Principe Azzurro? Meglio una pizza con i capperi!


Mi aveva colpita con tono suadente, voce calda, introspezioni vaghe, riservatezza oggi apertura domani, in una piacevole e promettente altalena.

Di nuovo in terra Toscana, a incontrare colui che – almeno all’apparenza e telefonicamente – sembrava una persona semplice, senza necessità impellenti di avventura e trasgressione ma con tanta voglia di amare e donarsi. Amante degli animali, con cagnetta dalla quale non separarsi mai.

Verrà da me partendo da Arezzo, ancora Arezzo, con cagnetta al seguito ma me lo dice all’ultimo minuto, che saremo in tre. A quel punto mi fa uscire pazza a cercare un ristorante dove accettino pure il cane! Fortunatamente l’amica Francesca, ristoratrice, mi risolve il problema consentendomi di rendere felice il mio nuovo amico, e si va al ristorante, grazie a Dio.

L’amabile conversatore si trasforma in qualcuno smanioso di raccontarsi per colpirti: lui che ha girato il mondo, lui che ha fatto le vacanze free, lui che ama scoprire terre misteriose, lui che non organizza mai nulla preventivamente, lui amante delle avventure, un Rambo spericolato e ancora lui lui lui! Una pizza ai capperi sarebbe stata più digeribile! E tu non parli, ti hanno insegnato a non essere maleducata, a non interrompere mai, neppure russi, anzi ogni tanto esclami un “Che bello” laddove ci sta bene e ti cimenti in una specie di aria estasiata, sperando sia almeno un poco credibile. Così ti hanno insegnato. Nessuno degli astanti lo sa, ma l’estasi ha un che di vero e deriva dal fatto che non può piovere per sempre, e se tanto mi da tanto anche questa sera finirà, e potrò spalmarmi sul mio lettuccio comodo, dormire e sognare, dimenticando la noia mortale che mi provoca l’accompagnatore di questa seratina.

Il conto del ristorante lo pago io, notando la sua cura nell’evitare anche solo di guardarlo e ciò mi evita anche la fatica di doverlo ringraziare.

All’uscita del ristorante mi mostra come ha saputo ammaestrare la sua cagnetta, ma è un cane e come tutti i cani è fedele, buona e giocherellona, di quale miracolo dovrei stupirmi? Liana Orfei ha fatto di meglio con i suoi leoni, tigri, elefanti e pure serpenti, che palle!!!

Si ritorna indietro, pretende di accompagnarmi fino alla porta di casa per essere sicuro che non mi accada niente, gentile e premuroso. Ma poi deve anche attendere che io la apra e là ecco il disastro: io vivo con un gatto, un gatto altrettanto fedele e buono, che mi viene subito incontro ma… vede il nemico! Il condominio viene svegliato dal cane che ringhia e abbaia mentre il gatto soffia, si inseguono dentro casa ribaltando di tutto; per recuperare il cane sono costretta chiudere il mio micio nel bagno, a tradimento. Ovviamente a questo punto, il proprietario del cane è dentro casa. E non solo. Mi dice che vorrebbe dormire da me. Mi chiedo come diavolo gli venga in mente un’idea così assurda, io non ho mica ucciso qualcuno, di che dovrei essere punita?

Non sono che una donna buona e gentile ma… che pensa di averlo solo lui? Vero, ci siamo conosciuti in chat, ma questo non fa di me una cretina. E se è ciò che stai pensando, amico mio, guardati intorno perché in questo momento almeno due – di cretini – si possono contare.

Passerò buona parte della notte a consolare il gatto e a rassicurarlo: gli usurpatori sono stati cacciati

Vostra Mirtilla

Foto | Misocracy


Mirtilla