Penelope. Una poesia per la festa della donna
Tessi la tela di giorno
E la disfi di notte
Aspettando il tuo uomo
E lo aspetti tutta una vita.
Egli arriva e vuole una prova della tua fedeltà
E non sa quanto è costata l’attesa
Alle tue mani e al tuo cuore.
T’hanno elogiato per pazienza e virtù
Macchiato d’insulti se magari
Non lo avessi aspettato
O amato altri uomini.
A me piace pensare che tu sia rimasta
Fedele
Solo a te stessa e ai tuoi sogni
Che tutto quel tempo
Hai intessuto la trama e l’ordito
Della tua vita
E se a Ulisse non piace quello che trova
Riprendesse pure i suoi lunghi viaggi
Perché Itaca è tua
Te la sei conquistata giorno per giorno
Con solitudine
Guardando il tuo mare usurpato da uomini
Camuffati da re
È Ulisse
Solo chi arrivando s’inchina dinanzi al tuo trono
senza indugiare o senza pretendere prove
senza chiedere tanti perché
e lo ami tutta una vita.
Questa e la sola Penelope
Che io riconosca.








donna
tributaria di vita
inclusa da parentesi
di dolci inflessioni amorose
gareggi con il mondo incapace.
perché le variazioni del vivere
giocano contro i tuoi sogni.
chiedi amore, che vuoi che sia?
nostalgia cristallina
desideri che puntualmente
non si avverano.
ami la vita per eccesso
e quello di un addio e un suono ripetuto
donna nel tuo divenire fai
di utopie il tuo sogno
amati attraverso il tuo abbraccio
amati attraverso il dolce timbro della tua voce
lasciando che i fantasmi scivolino
sovrapposti nel pozzo della
dimenticanza,dosa la vita
perché la vita ti dosa, senza pietà’ alcuna.
Cara Antonella, è proprio vero: la vita ci dosa e una “nostalgia cristallina” è spesso la lente con cui ci troviamo a rivisitare il trascorso, dentro le “variazioni del vivere. Bei versi!
..grazie anna rita… a volte penso e scrivo, non sempre riesco a pensare e piu facile osservare lo scorrere altalenante della vita, pensare e difficile, complesso .
scusami Silvana ti ho chiamato erroneamente ” anna rita” ciò a dimostrazione che non penso molto … a discapito dei miei mille errori , scusami ancora .