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pubblicato domenica, 17 aprile 2011 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

Leggere la propria vita in una dinamica femminile


Quando ho dato uno sguardo per la prima volta a questo libro – Così io sono ai suoi occhi come colei che procura pace. Sguardi femminili sul mondo e sul tempo – sono stata colta da un po’ di pregiudizi. Temevo di trovarmi di fronte ad un testo scontato e per dirla tutta anche un po’ noioso. La prima parte del titolo mi faceva chiudere la copertina, la seconda me la faceva riaprire. Alla fine ha prevalso la voglia di scoprire uno sguardo femminile diverso dal mio.

Infatti questo piccolo libro di spiritualità è stato scritto da cinque donne con esperienze di vita molto diverse tra loro: Anastasia di Gerusalemme, Aurora della Resurrezione, Maria Concetta Bomba, Maria Concetta Brachino e Silvana Sonno hanno fatto scelte molto diverse nella loro vita, scelte importanti, che le hanno portate ad avere uno sguardo particolare sulla realtà.

In questo libro danno forma e parole a questo sguardo e ci propongono, insieme ad esso, una nuova lettura del divino. Cosa accade infatti alla nostra percezione del mondo e alla nostra idea di Dio se pensiamo a Lui come ad una Lei, come ad una Madre piuttosto che ad un Padre? Come cambia il nostro punto di vista sulla nostra stessa vita se la leggiamo in una dinamica femminile positiva, propositiva, accogliente?

I saggi che compongono il volume, pur affrontando temi spirituali, sono scritti in modo chiaro e accessibile. Se volete fermarvi un attimo, ritrovare voi stessi, confrontarvi con un diverso sentire oltre che con un diverso punto di vista, non rimarrete delusi.

Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più fortunato del reame? Vite appannate. Vite soppresse. Vite spezzate. Vite adagiate. Chi sono i morti e chi sono i vivi? Non saremo forse noi i morti sotto le macerie dell’indifferenza che riesce ancora a far capolino nonostante la drammaticità degli eventi?
L’orizzonte finisce dietro casa, abitato da notizie sempre nuove che riempiono il piccolo spazio del nostro cortile. Senso di soffocamento. Senso di impotenza. [...] Il cuore è bloccato tra sensazioni ghiacciate, come sono ghiacciati gli alberi sulla collina. La brina della notte è rimasta lì, ferma sui rami, sulle foglie, imbrigliando il paesaggio in un freddo abbraccio. Tutto è fermo, irreale.
La tragedia dell’altro è il mio specchio. Se scappo davanti a quell’immagine riflessa sto scappando da me stesso. Ma la tragedia è anche specchio di vuoti esistenziali che mi porto dentro. Chi sono io? Da dove vengo e dove sto andando?

Barbara in Libri e Bit


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)