I consigli di scrittura di Haruki Murakami
Rieccoci insieme, con la penna in mano, pronti a sperimentare la bellezza dello scrivere mentre fuori l’inverno ci ispira. Ricordate le “lezioni” di scrittura precedenti? Riepilogando, avevamo cominciato con piccole e semplici ricette utili ad allenare e nutrire la vostra creatività, invitandovi a essere curiosi, a regalarvi del tempo, a riscoprire i cinque sensi, ad annotare di tutto per nutrire la fantasia con la varietà, e così via. Di seguito, avevamo affrontato l’importanza delle parole; per dirla con quelle di Raymond Carver: “Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste”. Come non seguire il suo consiglio-ammonimento?
Poi era stata la volta della punteggiatura, fondamentale per trasmettere al lettore toni, respiri, addirittura sguardi e ammiccamenti, emozioni; strumento essenziale dunque per far parlare il vostro testo.
Avevamo riservato anche uno spazio alla memoria, ricordandovi che la scrittura non è solo vocazione ma anche evocazione, perché chi saremmo noi senza i nostri ricordi, le nostre nostalgie o i nostri pentimenti? Dunque, per usare le parole di Freud, la letteratura è anche il ritorno del rimosso o la proiezione del desiderio, un desiderio adulto di confrontarci con noi stessi. Avevamo concluso le nostre lezioni accarezzando la vostra fantasia con un argomento caro all’infanzia: le fiabe. Rifacendoci alle Funzioni di Propp vi avevamo esortato a cimentarvi in un vostro personale “C’era una volta…”, tra castelli fatati, streghe e principesse.
Nelle nuove lezioni che abbiamo preparato per voi invece, vi presenteremo un grande della letteratura giapponese, Haruki Murakami, scrittore, traduttore (di altrettanto grandi della letteratura come Carver, per esempio) e saggista giapponese. Ricordo la prima volta che rimasi affascinata dal suo stile e dalla sua incredibile capacità di trasmettere sensazioni intense; fu leggendo il suo Kafka sulla spiaggia, del 2002, storia in cui vi sono momenti che insegnano a descrivere l’attesa, altri la tensione, altri il cambiamento del personaggio che da buono e generoso diviene un assassino suo malgrado.
Con l’aiuto di questo maestro della scrittura e delle sue parole, proveremo a sviluppare cinque importanti suoi consigli che si possono ricavare dal suo ultimo romanzo 1Q84, e chissà che non diventiate altrettanto bravi! Chi può dire fin dove può arrivare il vostro talento nascosto?
Foto | Insomnia PHT







