pubblicato mercoledì, 11 gennaio 2012 da Susanna Trossero in Punti di vista
 
 

Grazie, Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

Da non molte ore, il popolo sardo è insorto sul web e non solo: il noto attore Paolo Villaggio, in un programma televisivo andato in onda sulla Rai, ci ha infatti spiegato – da bravo sociologo e opinionista improvvisato – perché la Sardegna è una delle regioni in cui vanno diminuendo sempre più le nascite. Ebbene, per coloro che ancora non lo sapessero, ciò non avviene perché è un’isola in ginocchio, per la crisi insostenibile o per il conseguente tasso altissimo di disoccupazione. E non avviene neppure per l’alto tasso di infertilità dovuto all’uranio impoverito delle basi militari o per ciò che ha per tanto tempo inquinato questa antica terra, levando motilità e durata agli spermatozoi dei suoi abitanti. No, amici lettori, adesso grazie al nostro beniamino della tv, ci si è aperto un mondo: i sardi, che a quanto pare sono prevalentemente pastori, si dilettano con le pecore.

Questo ci ha spiegato il nostro caro amico Villaggio, davanti a una Alessandra Mussolini divertita. Il sorriso compiaciuto della “signora” stupisce poco naturalmente, visto che la stessa, in un altro salotto televisivo, urlò: “Meglio fascista che frocio” contro la parlamentare Vladimir Luxuria, la quale elegantemente non rispose ma sorrise impietosita.

E allora oggi anche io voglio sorridere impietosita, con la stessa eleganza della Signora Luxuria. E vorrei dire ai sardi, da sarda quale sono, che un grazie a Villaggio è doveroso.

Grazie, perché certi personaggi così noti e osannati, rivelando la loro pochezza e la loro ignoranza, ci aiutano a insegnare ai nostri figli che la tv è molto spesso solo spazzatura, con i suoi contenitori di morbosità o idiozie, e che il comune mortale – lo sconosciuto che fatica ad arrivare a fine mese e che ha paura di mettere al mondo dei figli perché non ha di che sfamarli – ha molto più da insegnare, in quanto a dignità per esempio.

Grazie, sì, perché è ora che chi si ciba di televisione (di qualunque regione egli sia) impari che queste nullità diventano “personaggi” grazie a noi telespettatori: è la nostra inspiegabile ammirazione a far salire i loro cachet mentre noi sogniamo scioccamente la loro visibilità. Tra i giornali più letti in Italia, vi sono in testa alle classifiche quelli che si occupano di gossip. Tra i programmi più visti, quelli di Barbara d’Urso e Maria de Filippi. Buona parte dei documentari o di programmi dedicati ai libri, sono per gli insonni, relegati a orari improbabili.

Il signor Villaggio arriverà a breve a Cagliari per uno spettacolo: se proprio volete indignarvi, miei cari conterranei, disertate. Tutti. Non sprecate energie a offendervi, fate come la Signora Luxuria: sorridete impietositi e superiori davanti a un pover’uomo affetto da limiti mentali. E sentitevi fortunati. Ma questo non vale solo per voi; chiunque comprenda la povertà intellettuale di una simile persona, dovrebbe ignorarlo, lui e i tanti che ci vengono propinati ogni giorno.

E allora grazie, amico Paolo, perché hai aiutato tutti coloro che ancora non avevano capito.

Vi lascio al commento ufficiale del conduttore del programma che ha ospitato il noto attore.

Mi scuso doverosamente con chi si è sentito offeso dalla battutaccia di Paolo Villaggio sui sardi, nella puntata di ieri di “Brontolo” dedicata alla questione femminile al tempo del governo Monti e della sua manovra economica. Prendo atto delle immediate e crescenti reazioni dell’opinione pubblica dell’isola e dei suoi vertici istituzionali. Se non ho risposto seriamente a Villaggio e a quello che disgraziatamente diceva, mentre la trasmissione trattava questioni serissime della Sardegna e del resto d’Italia, il motivo è uno solo: ho giudicato in diretta (e la mia espressione e il modo in cui sono andato oltre subito testimoniano della mia buona fede giacché la televisione è fatta anche di questo) che l’uscita di Villaggio fosse stata tanto infelice da meritare la sordina e niente di più.
Non intendevo dilatare tempo e attenzione per una insensatezza offensiva mentre si parlava della natalità sarda, la più bassa d’Italia, con il massimo del rigore. Se la si considera una scelta sbagliata, magari senza aver visto il programma e solo di riporto, me ne dolgo ancora di più essendo tutto ciò l’opposto delle mie intenzioni. – Oliviero Beha

Foto | NASA


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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