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pubblicato lunedì, 16 gennaio 2012 da Susanna Trossero in Punti di vista
 
 

Tempo di crisi


Tempo di crisi, di italiani in ginocchio. E parlo di quelli “normali”, non degli eletti che dichiarano cose come: “Occhey, sono proprietario di novantacinque immobili, ma non sono ricco”.

“La benzina arriverà, entro i primi di marzo, a due euro al litro” ci informano alla radio, e i liguri fanno il pieno in Francia, mentre i romani decidono di stare a casa. Ebbene sì, sabato pomeriggio l’aspetto di Roma era a dir poco stupefacente: poco traffico, parecchia gente in centro a piedi ma… negozi deserti, nonostante le vetrine raccontassero di incredibili saldi. Significativa la chiusura di una grande libreria a più piani, sostituita da un negozio di abbigliamento.

Certo, una prece per i negozianti è d’obbligo: ma non sarà che qualcosa sbagliano anche loro? Un pezzo di pizza al taglio sei euro non vi pare un furto? Per fortuna non sono tutti uguali.

In edicola, la copertina di un noto settimanale suggerisce la dieta del momento: quella a base di champagne, che vi farà perdere peso con piacere. E pare una sberla in pieno volto. Un altro promette: “Il vostro furetto non si ammalerà più!”

Lasciando via del Corso, piuttosto pensierosa ho raggiunto l’affascinante via Margutta, definita la storica via degli artisti. Nel Medioevo, un artista del quale credo non si conosca il nome, vi aprì una bottega in cui preparare fontane, ringhiere e fare ritratti, e da quel momento il piccolo viottolo si popolò di artisti provenienti da tutto il mondo, trasformandosi negli anni di Pio IX in vera e propria strada (con le sue reti fognarie e rientrando nel piano regolatore). In primavera, un’esplosione di glicini in fiore ne profuma ogni tratto rendendola ancor più incantevole, e per quanto sia in pieno centro di Roma, non si respira lo smog a cui i romani sono abituati. Sede di gallerie d’arte, diviene, per ben due volte l’anno, una grande mostra di strada per la rassegna “Cento pittori a via Margutta”: circa mille opere, anche di artisti poco noti, vengono esposte per il piacere dei visitatori.

Amici miei, rivederla sabato, questa storica e suggestiva via, è stato come respirare la fine di un amore: saracinesche chiuse, cartelli affittasi a ogni passo, un malinconico silenzio. E così, anche via Margutta si veste a lutto. Tuttavia, poco più in là, le luci di un negozio potevano apparentemente dare segni di vita e far sperare in una rinascita: resiste lui, forse resisteranno anche altri.

Avvicinandomi ho tuttavia provato il gusto dell’amaro in bocca e mi sono domandata tante cose… In vetrina un vestito di fattura discutibile – e credetemi non discuto in materia di gusti – dal prezzo osceno, raccontava di stupidità umana e pareva sorridere magnanimo di coloro che inizialmente ho definito “normali”, ovvero di chi a fine mese non ci arriva proprio più. E voglio mostrarvelo in foto, perché comprendiate al meglio alcuni lati di questa vergognosa Italia, dove chi resta in piedi lascia perplessi. Prezzo del vestito: 1.300 euro; della cintura, 350 euro. E, non temete: potrete sceglierlo tra due differenti colori.

Ma se è vero che l’offerta risponde alla domanda, che cosa non ho capito?

Illuminatemi voi, amiche lettrici e amici lettori.


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, sta lavorando a un romanzo e ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.