Consigli di scrittura: scrivere semplicemente e con molta cura
Come promesso nel post precedente, da oggi, per gli appassionati di scrittura che ci seguono sulle pagine di GraphoMania, proveremo a sviluppare cinque importanti consigli per usare la penna come il grande scrittore Murakami. Siete pronti? Eccovi il primo:
Scrivere semplicemente e con molta cura: “La scrittura sembrava apparentemente semplice, ma una lettura più approfondita rivelava il fatto che fosse calcolata e costruita con estrema cura”.
Può sembrare una contraddizione ma non lo è, credetemi: tra gli strumenti necessari per sviluppare una storia infatti, non dovrà mai mancare una consistente varietà di parole; ne parlammo nelle lezioni precedenti in maniera approfondita ed è un tema costante in tutti i laboratori o corsi di scrittura; non dimenticate che le storie non si sviluppano in lunghezza ma in profondità, e la profondità è data proprio dalle parole.
Tuttavia, allo stesso tempo, dovrete far sì che la paura delle ripetizioni non vi spinga alla ricerca ossessiva di vocaboli “particolari”; anche nel campo delle parole vige la regola della via di mezzo, dunque vi basterà consultare un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari per evitare di ripetervi, ma non sarà necessario affannarsi per trovare dei sostituti “pomposi”.
Lavorate su ciò che avete da dire costruendo con attenzione le frasi perché risultino efficaci, ricordando però che è la semplicità a rendere il nostro pensiero in grado di raggiungere il lettore. L’emozione di una frase, il turbamento dato da una descrizione, devono giungere a lui all’improvviso, mentre le pagine scorrono sotto i suoi occhi; se dovrà soffermarsi troppo su un periodo perché ricco di vocaboli ricercati e difficili, il suo coinvolgimento andrà perduto.
Sono sempre più convinta che la giusta misura fra il troppo e il troppo poco, possa essere scovata in ogni storia che leggete: siate curiosi, critici, attenti, perché ogni libro letto possa trasformarsi in buon maestro e trasformare voi in scrittori che lasciano il segno!
Foto | Alexandre Dulaunoy








Consiglio che seguo sempre, questo, e che mi spinge a rileggere e modificare lo stesso racconto decine di volte, proprio per affinare il linguaggio e la semplicità.