Giornata della Memoria 2012
Dio Misericordioso nell’alto dei cieli
concedi il giusto riposo
sotto le ali della presenza divina
tra i santi e i puri
che brillano come lo splendore del firmamento
all’anima di questo tuo figlio
che è andato al suo mondo
per la carità ottenuta
per il ricordo della sua anima.
Che dunque il Signore di Misericordia
lo nasconda tra le Sue ali per sempre
e avvolga la sua anima nella vita eterna.
Dio sia la sua eredità,
e possa riposare in pace nella Sua protezione,
e diciamo: Amen.
Per tutte le anime
dei sei milioni di Ebrei
scomparsi nella Shoah d’Europa
uniti alla santificazione del Nome
uccisi, abbattuti, bruciati
per mano degli assassini tedeschi
e dei loro accoliti d’altri popoli
e tutta l’Assemblea prega
perché le loro anime siano elevate.
Che dunque il Signore di Misericordia
lo nasconda tra le Sue ali per sempre
e avvolga la sua anima nella vita eterna.
Dio sia la sua eredità
e possano riposare in Paradiso
e si attengano alla loro sorte fino alla fine dei giorni
e diciamo: Amen.
Ricorre oggi il sessantasettesimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Dimenticare la storia significa morire due volte.
La preghiera che abbiamo riportato è un’orazione funebre della tradizione ebraica: El Male Ra’hamim. La canta Shalom Katz, ebreo ungherese, catturato e deportato nel 1942. La sua esecuzione era stata messa in programma insieme a quella di altri milleseicento ebrei, ma ebbe il permesso di cantare questa preghiera funebre mentre ogni ebreo scavava la propria tomba. I tedeschi, impressionati dalla sua voce, lo separò dagli altri e lo fece cantare dinanzi agli ufficiali. Il giorno dopo, Shalom Katz riuscì a fuggire dal lager e fu l’unico che riuscì a salvarsi di tutti quei milleseicento ebrei.
Foto | jafsegal








Shoah
raccolti pianti abbattono
l’ affaticato cielo.
preghiera inesaudita
dal cuore grave.
sugli esauriti spazi
di fil di ferro farraginoso e opaco,
incatenati e soli
strillano i silenziosi
e frammentari corpi.
strepitosa follia umana,
nel grasso sguardo di sentinelle
solo forcate e colpi di fucile,
mutilazione alla vita.
e’ gia memoria l’ invalicabile
oltraggiosa pazzia.
dalla cadenza spavalda esplode,
implode,infiamma
passatora di morte.
una preghiera s’ alza
tra stratosfere fumo nero
e immortali addii di bimbi,
come elfi scompaiono,
interpreti inerti
di acrobazie mentali
che passano in rassegna
solo la bestia umana.
OLOCAUSTO
Le immagini che vedo
sono in bianco e nero:
una montagna di scarpette.
Il silenzio.
Il pianto.
Fa freddo dentro e fuori di me.
Nè più dolore.
Nè più anima.
Mi avvicino con la mente
per sfiorare la commozione,
non ho più paura.
Un silenzio di compassione scende.
dal “Il profumo di rosa Winchester” di Paola Cerroni