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pubblicato mercoledì, 8 febbraio 2012 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

La pagina 69 de “La gatta Arcibalda e altre storie” di Adriana Zarri


Forse – e fortunatamente – è passato il tempo del «de contemptu mundi», del «disprezzo del mondo», dove il mondo e la mondanità ma anche l’innocente terra erano guardate con sospetto: un regno della terra in contrasto con il regno dei cieli. Oggi il papa parla non del sospetto, ma del rispetto del creato; e il rispetto sottintende la stima e l’amore: parla di ecologia, usando o non usando (poco importa) un termine moderno per un rispetto antico (anche se anticamente mescolato a quel contemptu che s’è detto) nei confronti di quella che la «Salve Regina» chiama valle di lacrime. E anche a ragione perché, in questo mondo, si piange, e non poco. Però non si piange soltanto e lo stesso pianto porta con sé un certo conforto. Tant’è che un papa, commentando quel pianto, osservava che si piange bene in questa valle: un pianto spesso disperato ma talora anche consolato e che convive con la consolazione. Perché, in questo mondo, si piange ma anche si ride, si canta, si gioca. Non indulgiamo alla retorica del pianto, della disperazione, della valle di lacrime. E parlare di ecologia significa parlare della gioia del mondo: delle albe e dei tramonti, del sole e delle stelle; di quelle stelle che, come afferma la Bibbia, Dio conosce una per una e, una per una, chiama per nome.

Adriana Zarri
La gatta Arcibalda e altre storie. Riflessioni sugli animali e sulla natura
prefazione di mons. Luigi Bettazzi
postilla di Natale Fioretto
Graphe.it edizioni, 2011
ISBN 978-88-97010-08-1
pp. 104, euro 8
disponibile anche in eBook


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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