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pubblicato domenica, 18 marzo 2012 da Graphe.it in I nostri libri
 
 

Il cielo dentro di noi di Roberto Fantini. Un libro per aumentare la nostra cultura sui diritti umani


Invitiamo tutti i lettori a procurarsi l’ultimo libro di Roberto Fantini, docente di filosofia e storia, socio del Comitato Paul Rougeau, figura di rilievo nel Coordinamento Educazione ai Diritti Umani di Amnesty International Italia.

Il libro, che Roberto definisce affettuosamente “libricino”, si intitola: Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui diritti umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà).

Per la verità, se la qualifica di “libricino” può corrispondere alla piccola mole del volume che la contiene (112 pagine in tutto), non si adatta certamente ad un’opera preziosa, densissima, frutto di un impegnativo lavoro, di riflessioni lunghe una vita.

Roberto, per dare un corpo ai diritti umani, non solo ha attinto alla propria preparazione storico-filosofica ed ha interrogato la sua coscienza, ma si è messo in cerca di altri “testimoni” diversi da lui. Ha intervistato e guidato con garbo e pazienza, maieuticamente, una decina di persone che con i diritti umani hanno un’intensa relazione. Alcune per le vicende drammatiche della loro vita, altre semplicemente perché vi si dedicano con continuità giorno dopo giorno. L’idea di incarnare una materia che di solito procede per dichiarazioni ed enunciati “universali”, si è rivelata felicissima.

Il cielo dentro di noi è un libro da gustare, da centellinare, a cominciare dalle due pagine di introduzione in cui insieme a Immanuel e ad Albert – compagni di strada paritari – Roberto spiega che i diritti umani si trovano al centro dello sconfinato mistero in cui siamo immersi ma, al contrario di quanto affermato per secoli, non ci sono stati forniti belli e pronti. Non sono un regalo divino né il dettato di una morale naturale, piuttosto

“qualcosa di strettamente storico-culturale. E, come tali, più fragili e vulnerabili delle leggi della fisica e della chimica, ma, al contempo, immensamente più preziosi, immensamente più bisognosi di cure, di essere protetti e alimentati, giorno per giorno, come una creatura incapace di vivere senza di noi, incapace di sopravvivere alla nostra eventuale, malaugurata disattenzione”.

Dopo aver passeggiato con Kant ed Einstein, Fantini si accompagna alle persone che hanno accolto il suo invito ad affrontare “questioni importanti, perché relative ai diritti umani.” Si tratta di

“persone che uniscono cuore e intelletto, cono¬scenza teorica a esperienze personali, sempre con grande apertura di prospettive, sempre attingendo al passato per ragionare sull’oggi e per provare a costruire un domani migliore per tutti”

Roberto ci offre “il risultato di queste chiacchierate”, con la speranza che i lettori possano fare in¬contri che lasceranno in loro

“la voglia di capire di più e, soprattutto, la voglia di schierarsi dalla parte delle vittime, dalla parte degli oppressi, dalla parte di chi è più debole. Perché è solo così che la nostra umanità ferita potrà continuare a credere nel suo futuro”.

I temi affrontati da Roberto Fantini nel libro sono i seguenti: l’antisemitismo (con Lorenza Mazzetti), la tragedia dei desaparecidos argentini (con Enrico Calamai), il genocidio ruandese (con Yolande Mukagasana), i campi di concentramento in Cina (con Harry Wu), la pena di morte (con Giuseppe Lodoli), la situazione carceraria italiana: (con Patrizio Gonnella), la tortura (con Andrea Taviani), Amnesty International (con Antonio Marchesi), il disarmo (con Maurizio Simoncelli), le religioni e i diritti umani (con Luigi De Salvia).

La prefazione è di Riccardo Noury, Portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International.

Invitiamo i lettori a comprare, a leggere e a diffondere questo libro: ne vale la pena!

Roberto Fantini devolverà i diritti d’autore alla Sezione Italiana di Amnesty International.

dal Foglio di collegamento interno del Comitato Paul Rougeau,
numero 195, gennaio/febbraio 2012, pagina 15-16


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)