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pubblicato sabato, 24 marzo 2012 da Roberto Russo in Recensioni
 
 

Città letterarie: San Pietroburgo, Russia


San Pietroburgo è una delle città letterarie più belle al mondo, con il suo stile barocco e neoclassico. Per quel che riguarda l’aspetto letterario non è esente da un certo fascino oscuro.

Si potrebbe iniziare con il seguire le tracce di Rodion Romanovich Raskolnikov, protagonista di Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij e raggiungere la casa dello stesso Dostoevskij, in cui, negli ultimi anni di vita, ha scritto I fratelli Kamarazov.

Da visitare anche la Casa Museo di Aleksandr Sergeevič Puškin, in cui si può vedere il luogo esatto in cui il poeta, scrittore e drammaturgo russo morì alla giovane età di trentotto anni, nel 1837. Puškin morì per le ferite di un duello, proprio come il suo sfortunato protagonista Evgenij Onegin. E magari, se volete, potrete fermarvi al Caffè Letterario dove Puškin cenò per l’ultima volta prima di morire.

Sempre a proposito di case di scrittori, si può visitare il semplice appartamento della poetessa Anna Achmatova (1889-1966) nella fastosa Casa delle Fontane e la casa d’infanzia di Vladimir Nabokov (1899-1977), in cui sono in mostra varie foto e la celeberrima collezione di farfalle dell’autore. Da non dimenticare la casa di Sergej Dovlatov (1941-1990), scrittore russo emigrato negli USA, che con i suoi scritti – arguti e con attraversati da un sottile umorismo – racconta mille aspetti della vita ai tempi dell’ex URSS.

Immancabile la passeggiata sulla via principale – la Prospettiva Nevskij (dettaglio in foto) – e ricordare, così, la novella omonima di Nicolaj Gogol’ (1809-1852) che nei suoi testi ci presente l’ambiguità, la realtà e gli aspetti surreali di quella che a lungo è stata una delle due capitali dell’Impero russo. E visto che siete sulla Prospettiva Nevskij magari potreste canticchiare l’omonima canzone di Franco Battiato…

Per dovere di cronaca vi abbiamo parlato di San Pietroburgo. Vi invitiamo, però, a non andarla a visitare dal momento che le autorità cittadine hanno recentemente approvato una legge liberticida: è vietato parlare di omosessualità in un qualunque contesto. Se, pertanto, dei giovani hanno delle domande, non potranno avere delle risposte. 

A tal proposito vi postiamo un video che fa riflettere: ci avete mai pensato che Tchaikovsky era gay? E come lui tanti altri artisti che hanno fatto San Pietroburgo grande. E che con questa legge non avrebbero avuto diritto di cittadinanza.

 

Foto |  Szerenka2



Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: “Nulla che sia umano mi è estraneo” (Terenzio) e “Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo” (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, è blogger su varie testate di nanopublishing, oltre che editore della Graphe.it.