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pubblicato venerdì, 30 marzo 2012 da Graphe.it in Editoriale
 
 

Lo scrittore è un avventuriero innamorato


Su GraphoMania parliamo spesso di letture e di scrittura. Parliamo anche di scrittrici e scrittori, spesso intervistandoli. Ma come è uno scrittore visto da uno scrittore? Quale la sua disposizione d’animo nel mettersi a scrivere? Lo scrittore è un avventuriero innamorato, scrive Filippo Tuena nel suo bel romanzo Stranieri alla terra.

Vi proponiamo le riflessioni di Tuena e ringraziamo Nutrimenti editore per la disponibilità dimostrata.

***

Il primo passo sarà certamente legato
alla determinazione di scrivere.
Occorre, in un momento qualsiasi, ma ben
circoscritto ed estremamente luminoso,
rendersi conto chiaramente che non ci sarà
altro da fare che scrivere. Ininfluenti
sono le motivazioni, decisivo il modo.

Chiarito questo, si entrerà, attraverso una porta stretta,
in un tunnel oscuro, dove sarà necessario adattarsi
al percorso ostile, ingombro di ostacoli.
A quel punto, per non lasciarsi prendere dall’angoscia
claustrofobica, ci si aggrapperà allo stile.

Sarà impossibile procedere se non si avrà chiarito
perfettamente l’argomento della scrittura che
– giova ricordarlo – sarà solo
e inequivocabilmente la scrittura stessa perché
se prima d’intraprendere la stesura di un saggio
occorrerà avere chiarissimi gli argomenti da discutere,
e si procederà analizzandoli e discutendoli
con la massima chiarezza,
diverso atteggiamento bisognerà avere
affrontando un testo narrativo.

Sarà concessa estrema libertà nello sviluppo della trama
(che potrà perfino mancare), nella concatenazione
degli eventi, nel tratteggio dei personaggi
(anch’essi opzionali), ma non si potrà
in alcun modo concedere superficialità
o indeterminatezza allo stile.
Sarà lo stile l’argomento della narrazione;
sarà lo stile il grimaldello
che consentirà di entrare
(come accade ai Comici dell’Amleto
all’interno della coscienza del re)
nelle profonde miniere e nelle vette della narrazione.

Nulla sarà allora impossibile, perché l’autore
sarà sostenuto da un demone inflessibile
che opererà scelte
anche apparentemente incongruenti e tuttavia
decisive. Improvvisamente il magma
prenderà consistenza porfirea e il minatore
si trasformerà in scalatore
trovando solidi agganci lungo un percorso
che conduce in alto. Nessuna
asperità apparirà allora insuperabile.

Non sarà comunque semplice ascesa, poiché
non si percorrerà la via facile,
non vi saranno corde già approntate da altri,
né sentieri già percorsi saranno disponibili,
essendo una e irripetibile la via, ancorché
come tutte le altre infinite che compaiono sulla parete,
non è certo che conduca alla vetta.
Dunque chi scrive sarà visto da lontano,
figura minuscola e solitaria
aggrappata a una parete rocciosa, sul punto
di salirla faticosamente e al limite del rischio continuo.

La caduta sarà evento probabile, tuttavia anch’essa
argomento da trattare, qualora si precipitasse.
Non dovrà allora preoccupare la rapidità dell’evento
né l’inevitabile contatto al suolo. È nella scrittura
la capacità di ridurre al minimo i danni
di simili contingenze, solo apparentemente funeste.

***

Lo scrivente sarà innamorato. Follemente innamorato
quanto può essere un adolescente sventato.
A questo proposito gioverà suggerire l’uso
sapiente della memoria. Paragonerà alle pagine del libro
che sta nascendo i volti di amori giovanili, soprattutto
primaverili. Amori di maggio, verrebbe da consigliare
innanzitutto. Dunque illuminati da sole non particolarmente
vivo; carnagioni pallide, colori tenui; e i gesti non esagerati,
appena accennati, come i sorrisi che ci raggiungono
in sogno; come i colloqui che lì avvengono, silenziosi.

Che lo scrittore sventato
debba innamorarsi follemente
è regola d’ogni Commedia degli errori. Solitamente
è poeta, poiché cammina con la testa in aria,
cercando rime, ricordando profumi. Andrà bene
anche che sia semplice prosatore. Tuttavia sarà
la passione a dominarlo, a condurlo altrove,
in plaghe deserte afflitte dalla solitudine. Poiché
apparirà evidente che l’innamoramento
lo condurrà ai margini dell’essere, ai confini
della comunicazione. Smarrito in quel luogo
la sua voce giunge attutita, il messaggio confuso,
inascoltabile. Destino, questo, d’ogni spirito perduto.

Non si provi a scrivere da quelle distanze, immerso
in quei sentimenti. Ne risulterebbero sconclusionati
ragionamenti, soliloqui, vaneggiamenti. Rammenti
piuttosto l’amore, ma non l’adoperi, se non come
esercizio di memoria. Scriva freddamente di quel
che ha amato; usi l’artifizio che è comunicazione,
prassi, regola, convenzione, così come convenzione
è ogni alfabeto, grammatica, sintassi. Ricordi:
è spinto a scrivere perché s’è innamorato, ma scrive
per comunicare amore. Che ne verrebbe fuori
se ansimasse come durante l’amplesso? Abbia
piuttosto metodo per raccontare l’amore che lo divora
e condurrà lo sventato lettore là dove desidera
condurlo: nei campi della meraviglia.

Lì sarà freddo, e l’abito adatto, i parafernalia adeguati;
compagni di viaggio cani selvaggi
che guiderà con mano ferma. I loro nomi:
Verbo, Aggettivo, Sostantivo. Userà la frusta
e comandi a voce, pronto ad affrontare crepacci
e superarli di slancio, alla guida della slitta
ben costrutta, dai pattini scorrevoli. Attraverserà
tempeste e bufere, venti avversi e notti quasi infinite.
Ma sarà quello il suo viaggio. Trascinerà con sé
fantasie e memorie altrui, incitate dalla sua
voce e appassionate dalla sua risata di avventuriero.

Filippo Tuena
Stranieri alla terra
Nutrimenti, 2012
ISBN 978-88-6594-129-4
pp 347, euro 18,50

Foto | Insomnia PHT


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)