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pubblicato martedì, 3 aprile 2012 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Consigli di scrittura: amore vs ego

amore vs ego

Consigli di scrittura: amore vs ego

Sento dire, sempre più di frequente, frasi come: “Io amo la scrittura”, o ancora – e più solennemente – “La scrittura è la mia vita”. Sono frasi impegnative che ultimamente ho colto spesso sulla bocca di chi si sta cimentando per la prima volta nella stesura di un romanzo o di una raccolta di racconti. Rimango sovente affascinata da questo tipo di intento e di desiderio, nonché dalla volontà di metterlo in pratica, ma altrettanto spesso avverto note che stridono con le affermazioni di cui sopra: incapacità di mettere in discussione i propri limiti (li abbiamo tutti, e riconoscerli equivale a provare a superarli), rifiuto di una correzione di bozze sui propri testi o di consigli per smussarne eventuali difetti, affermazioni agghiaccianti del genere: “Io scrivo ma non leggo”, “Leggere è un atto passivo: io sono un creativo dunque per me è tempo perso”.

Tutto ciò crea un’enorme incongruenza, poiché Amare è anche prendersi cura di.

La scrittura necessita di cure, di coccole, di continue attenzioni, di essere migliorata costantemente, educata. Va presentata ad altri, mostrata senza pudore perché anche il confronto la aiuta a crescere. E senza la lettura di ciò che per fortuna abbiamo a disposizione ogni giorno (libri, giornali, post, mail, in un paese dei balocchi ricchissimo), la nostra scrittura invecchia precocemente, si ripiega su se stessa, si fossilizza nell’errore, annega nei propri limiti.

Ho visto autori indignarsi perché qualcuno gli faceva notare alcune pecche e si permetteva di dar loro suggerimenti che li avrebbero aiutati a migliorare. Ho sentito affermazioni come: “Molto meglio l’editoria a pagamento, almeno rispetta il testo pubblicandolo così com’è senza rompere le scatole!” Ho visto autori iniziare un secondo libro senza voler lavorare sul primo, rifiutato dagli editori perché sgrammaticato e illeggibile.

E allora ho compreso perché l’editoria a pagamento attualmente va per la maggiore: è l’unico strumento utile per soddisfare la vanità, la smania di vedersi pubblicare a tutti i costi. Tutto ciò mi mette addosso una gran tristezza e fa rivoltare nella tomba i grandi scrittori, i quali in un tempo in cui la letteratura era per pochi eletti, hanno tanto faticato per farsi pubblicare.

Vorrei che non mi fraintendeste: io non sono contraria all’editoria che chiede un contributo all’autore. Anche tra gli scrittori più famosi o tra i classici, abbiamo casi di coloro che agli esordi hanno contribuito a proprie spese alla realizzazione di un sogno. Credo sia una scelta personale di chi scrive e una necessità di coloro che – come editori – in questo mercato fanno fatica a sopravvivere o a immettersi. Nondimeno, sono assolutamente contraria agli editori-tipografi, ovvero a quelli che oramai spopolano arricchendosi sull’ego mai sazio, quelli che non compiono una selezione per far sì che sia comunque il talento a emergere, quelli che pubblicano chiunque metta mano al portafogli. Quelli che non compiono alcuna revisione sul testo e che dopo dieci giorni dall’averlo ricevuto in visione, rispondono: “Lo abbiamo letto, è perfetto”, alimentando la mediocrità dilagante (può capitare che alcuni errori sfuggano, è umano: non è di questo che parlo). Quelli che stanno uccidendo il libro e dando il colpo di grazia all’editoria, quella buona, che ama davvero il lavoro che c’è dietro un testo, a cui sta a cuore il risultato finale, che rispetta il talento, che esalta la vocazione e che fatica a stare in piedi, che è costretta dal mercato a chiedere un contributo all’autore o che muore perché non lo fa.

È in questo terreno minato che, coraggiosamente, stanno nascendo altre case editrici, fra le quali una messa in piedi in terra sarda, da carissimi amici.

A tutti loro dedico un sincero in bocca al lupo: che la passione vi guidi, che l’amore per la scrittura emerga dalle vostre pubblicazioni, e che la selezione torni ad essere severa come un tempo.

O il libro sarà davvero morto!

Foto | zeze57


Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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