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pubblicato martedì, 10 aprile 2012 da Maria Concetta Bomba in I nostri libri
 
 

Adriana Zarri: contro il silenzio dei moralisti… e dei pastori!


Mi chiedo spesso se è una caratteristica peculiare della specie umana il guardare dall’alto in basso tutta la varietà dell’esistente, compreso il suo simile, con fare di supremo “gestore” di ciò che passa sotto il suo sguardo; e a farne le spese sono, il più delle volte, i rappresentanti del genere animale, senza nessun esplicito riferimento anche all’essere umano che pur ne fa parte e che sembrerebbe possedere un granello di intelligenza in più rispetto a maiali, vermi, vipere, ecc.

Questa intelligenza “in più”, però, sembrerebbe proprio mal gestita, come dicevamo, dovendo assistere a spettacoli di inaudita crudeltà su una grande varietà di animali, ferocia alla quale non facciamo caso nemmeno più: tanto ci appaiono “naturali” certi gesti di “massacro” animale offerti sui vassoi dei costumi della società del benessere che anche se, ultimamente, fa un po’ acqua da tutte le parti, continua a propinarci lo squallido spettacolo dello sfruttamento fino all’inverosimile di ogni essere che striscia sulla terra in vista di un cospicuo riempimento del proprio portafogli.

E allora un volumetto come quello che la Graphe.it ci propone non solo va letto, ma va assaporato, masticato e digerito fino in fondo attraverso le “succulenti” meditazioni di Adriana Zarri!

Poiché la maggior parte di noi fa delle bestie da allevamento il pranzetto prelibato intorno al quale riunirsi in allegra compagnia per una serata di spensierata rilassatezza; A. Zarri sembra invitarci a gustare, di tanto in tanto, qualche sua meditazione che abbia come soggetto la realtà animale e riflettere una buona volta sull’identità, il ruolo nonché il destino dei nostri piccoli compagni di vita.

“Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: ‘Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né diluvio devasterà più la terra” (Gen 9, 8-11).

La nostra autrice ci getta in faccia questo passo e poi, proprio a noi cristiani che ci riempiamo la bocca di citazioni bibliche, ci fa notare la realtà di un Dio che stabilisce un patto con l’intero creato! Come a dire: “Tu uomo, non sentirti il re padrone dell’universo, poiché condividi la stessa sorte di tutte le altre creature della terra”.

E continuando con le citazioni c’è poi Adamo che, guarda caso, è plasmato con polvere del suolo:

“L’uomo e il suo mondo son della stessa pasta. Perciò un’offesa arrecata alla natura raggiunge l’uomo che ne è impastato”.

È un invito a cogliere la parentela di ogni essere umano con il suo contesto ambientale, le sue radici cosmiche, e a smantellare le ragioni di un insensato antropocentrismo che pone l’essere umano centralmente “sopra” come dominatore incontrastato di ogni essere vivente indebitamente collocato “sotto”.

Ma poi non possiamo meravigliarci del museo degli orrori che ne deriva: allevamenti intensivi di polli ammucchiati con crudeltà inaudita; l’accapponamento dei galli; la castrazione dei maiali (pratiche effettuate per giunta senza una adeguata anestesia!); e ancora la vivisezione su animali ignari di essere le cavie per la nostra futura bellezza; gli scandalosi spettacoli della corrida, ma anche lo sfruttamento degli animali nel circo:

“Non è questo un peccato? Eppure i moralisti non ci insegnano ad acquistare solo prodotti non testati. Ce lo insegna la protezione degli animali che è un organismo laico. Così si dovrebbe vietare l’uccisione degli animali al solo scopo di conciare pellicce, quando esistono pellicce sintetiche altrettanto belle…La legislazione europea ha vietato moltissime di queste pratiche crudeli: animali, creati liberi, chiusi in gabbie strettissime dove a stento si muovono; orsi distesi a terra con un catetere che pompa bile; cavalli condotti al macello su carri bestiame sovraffollati, senza cibo e senz’acqua che giungono sovente morti…e l’elenco potrebbe continuare. Non sono questi forse peccati? Eppure li ha proibiti la Comunità Europea, non la Chiesa. La Chiesa tace, si direbbe astratta. Uno dei tanti casi in cui la legislazione civile laica precorre la sensibilità e la legislazione ecclesiale”.

Che dire?

pubblicato in precedenza su Solo per oggi…, 3 aprile 2012




Maria Concetta Bomba