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pubblicato lunedì, 23 aprile 2012 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Giornata mondiale del libro 2012: riappropriarsi di un piacere antico

Giornata mondiale del libro 2012: riappropriarsi di un piacere antico

Giornata mondiale del libro 2012: riappropriarsi di un piacere antico

Il principe Modupe racconta il suo primo emozionante incontro con la parola scritta avuto in Africa a casa di Padre Perry:

“Il solo luogo affollato di quella casa erano gli scaffali della libreria. A poco a poco arrivai a capire che i segni su quelle pagine erano parole intrappolate. Chiunque era in grado di imparare a decifrare i simboli e a rimettere in libertà le parole intrappolate, reinserendole in un discorso!”

Noi siamo ormai lontani da un’emozione così particolare, l’abbiamo “superata” (io direi perduta) e ad altro dedichiamo il nostro tempo, senza avvederci di quanto mutilante sia per la nostra anima e per il nostro intelletto, non leggere. E se il numero dei lettori italiani è ancora esiguo rispetto ad altri paesi, cresce a dismisura quello degli scrittori nostrani, paradosso di una ben strana epoca… Ma oggi voglio pensare che saranno molti di più coloro che acquisteranno e leggeranno un libro per restituirgli l’attenzione e la dignità che merita, povero vecchio libro bistrattato e trascurato dal progresso che ci fa dire “non ho tempo per leggere”. Già, oggi, perché è il 23 aprile, giornata mondiale del libro (e delle rose), istituita nel 1996 per incoraggiare il piacere della lettura e patrocinata dall’UNESCO.

La ricorrenza ha la sua origine in Catalogna dove in questa data – festa di san Giorgio – si offre una rosa per ogni libro venduto, ma non si tratta di un giorno del calendario scelto a caso bensì di una data simbolica: il 23 aprile del 1616, ci lasciarono contemporaneamente i grandi Cervantes, Shakespeare e Garcilaso de la Vega. Nel mondo è dunque la lettura, almeno per un giorno o per un breve periodo legato a questa data, a esser la protagonista: presentazioni, incontri con gli autori, seminari, feste, giornate di incontri letterari…

Da noi anche quest’anno lo spot è “Se mi ami regalami un libro”, ma ci sono luoghi in cui si va molto più al sodo: pensate che in Svizzera esiste “Nati per leggere”, un progetto nazionale di promozione alla lettura che consiste nel regalare un libro a ogni nuovo nato, allo scopo di stimolarne la crescita culturale, sociale e affettiva. Io la trovo una iniziativa stupenda, e voi?

Per quanto mi riguarda, come autrice andrò in giro per Roma a regalare delle copie dei miei libri, e ne acquisterò di nuovi sebbene quest’ultima cosa io la faccia tutto l’anno; ho imparato a leggere a cinque anni e da allora non sono mai riuscita a smettere né mai ho voluto farlo, perché leggere – così come scrivere – è aprirsi al mondo, spiccare il volo, ritemprare mente e spirito. È dubbio, pensiero, condivisione, malinconia, gioia, disagio, introspezione; è ricchezza, intelligenza, civiltà. E, a proposito di questo, vi lascio con una frase amara, pronunciata da Paolo Crepet:

“Finiremo per morire agiati, eleganti, ma stupidi. Perché il vero valore è il disagio di una civiltà, e stiamo rischiando di perderlo. Perché non esiste talento senza inquietudine”.

Foto | Artotem




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.