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pubblicato sabato, 28 aprile 2012 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

Intervista a Paolo Quaglia, autore de “Il crocifisso e l’Islam”


Nei giorni scorsi la Graphe.it edizioni ha pubblicato il secondo numero della collana Octavius dal titolo Il crocifisso e l’Islam. Dialogo fra due religioni. Autore del saggio è il professor Paolo Quaglia, che abbiamo intervistato per cercare di contestualizzare meglio il suo testo.

Quale rapporto lega il crocifisso e l’Islam?
L’Islam non ammette la crocifissione di Gesù e ritiene che non sia mai avvenuta. Inoltre è contrario a qualunque forma d’immagine. Pertanto il rapporto consiste nel rifiuto.

Nella nostra società attuale sempre che si faccia a gara per ostacolare chi la pensa diversamente da noi. Lei, invece, ci propone un libro sul dialogo. Come è nato questo testo?
Proprio dai recenti fatti di cronaca, quando le comunità di religione islamica hanno chiesto l’abolizione del crocifisso nei luoghi pubblici, e in particolar modo nelle scuole. Nel libro io affermo che è necessaria la conoscenza della fede religiosa degli altri o, almeno, di quelli che vivono accanto a noi. A questo proposito voglio raccontare un fatto. Un giovane studente musulmano che frequentava una scuola italiana, aveva chiesto l’esonero dalle lezioni di religione. Io gli ho ricordato che Maometto aveva appreso la Bibbia dalle correnti teologiche del suo tempo e che la sua religione considera Gesù come uno dei grandi profeti. Quel giovane ha annullato la sua richiesta di esonero.

Il suo libro si conclude con questa frase: “Solo chi comprende è meno propenso a condannare. Perciò la comprensione è certamente il primo passo verso la tolleranza, è ciò che attesta il raggiungimento di un certo grado di civiltà”: quali sono, secondo lei, gli altri passi da compiere verso la tolleranza?
Un passo da compiere potrebbe essere quello di evitare le critiche che possono portare alle polemiche. Queste possono sfociare nello scherno e nella derisione che, come ricorda Hannah Arendt nel suo libro Sulla violenza, hanno lo scopo di scardinare l’autorità. In ogni caso a questo punto è facile arrivare alla violenza fisica: l’ultimo passo è proprio evitare questa conseguenza.

Crede veramente che due religioni come il cristianesimo e l’Islam possano costruire un dialogo vero e profondo?
Forse se ci sforzeremo di adattarci gli uni agli altri, come ha ricordato uno specialista nei rapporti tra Islam e Occidente: il professor Khalil Samir.

Da La natura di Dio a Il crocifisso e l’Islam: c’è un filo rosso che unisce queste due sue pubblicazioni?
Indubbiamente ciò che lega le due pubblicazioni è il mio interesse per i problemi religiosi. La prima opera riguarda la pura teologia, il pensiero di Dio, mentre la seconda è più volta verso le problematiche sociali e politiche. Ma anche in quest’ultimo scritto compaiono questioni teologiche: ad esempio anche i musulmani, come i logici americani, hanno discusso sugli attributi divini e hanno concluso, secondo i loro canoni di pensiero, che Allah deve avere novantanove attributi, più uno nascosto.


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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