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Il cielo stellato dentro e sopra i diritti umani

Scritto da – lunedì, 28 maggio 2012 – 08:00Nessun commento
Il cielo stellato dentro e sopra i diritti umani

Il cielo stellato non è sempre e solo sopra di noi. Per qualcuno, è anche dentro, nel profondo dell’anima, capace di illuminare ogni azione e sentimento della vita. Sono pochi – ma per fortuna ci sono – i nostri simili capaci di dimostrare che l’incommensurabile principio kantiano può trovare, nella realtà, impensabili sintesi: perché quella legge morale è già, di per sé, un cielo stellato. Ed è proprio la forza di sapersi misurare, piccoli come siamo, con la dimensione dell’infinito universo, a fare la differenza.

Avete capito che stiamo parlando di Roberto Fantini e del suo ultimo libro intitolato, appunto, Il cielo dentro di noi, lungo e appassionato viaggio nel cuore e nella mente di persone che dedicano la propria vita a difendere i diritti umani. Edito da Graphe.it, con la “complicità” di Amnesty International (che vede lo stesso Fantini in prima linea fra i militanti), il volume è dedicato dall’autore “a quelli che hanno fame e sete di giustizia”. Cioè a loro, “i costruttori di pace”.

Questa vera e propria traversata dal male al bene si apre con le conversazioni intorno all’antisemitismo (con la regista Lorenza Mazzetti), e ci porta, in rapida successione, verso il dramma dei desaparecidos (qui l’incontro è con Enrico Calamai) e quello del genocidio ruandese in atto (ecco Yolande Mukagasana). Fantini incontra poi Harry Wu, testimone dei campi di concentramento in Cina. Della pena di morte nel mondo parla con Giuseppe Lodoli, con Patrizio Gonnella della situazione-polveriera delle carceri italiane. E ancora, tortura con Andrea Taviani, Amnesty con Antonio Marchesi, disarmo con Maurizio Simoncelli, religioni e diritti con Luigi De Salvia.

Abbiamo voluto ricordarli tutti perché, leggendo il libro, nessuno poteva essere trascurato o sottinteso: antiche piaghe dell’umanità che ancora attendono giustizia, per altrettante voci che rimbombano nel silenzio, toccando la nostra coscienza. Un testo agevole per il libro emozionante, che fa seguito al non meno intenso La morte spiegata ai miei figli uscito nel 2010. Fantini, docente di filosofia in un famoso liceo romano, pittore per passione oltre che attivista e saggista, correda le sue conversazioni con brevi note che, capitolo dopo capitolo, diventano essenziali “aperture” al mondo che conosceremo in quelle pagine. Ci piace molto questo Voltaire prescelto per accostarci al dialogo col medico-teologo De Salvia sulle religioni:

“Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo, ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi […] Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda; fa’ che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera”, affinché “tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati uomini non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione”.

Sì, di tutti i dieci incontri che compongono il volume, amiamo in particolare questo. Che – non a caso – conclude il “viaggio intorno ai diritti”. Perché Luigi De Salvia, segretario di Religions for Peace, è anche il fondatore di Ascoltare le sofferenze, associazione votata alla cooperazione interreligiosa in medicina

Rita Pennarola, in La voce delle voci, anno XXIX, 4 (aprile 2012), pp. 43-44

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