Gustav Klimt: Doodle Google e una poesia per il suo compleanno
Oggi Gustav Klimt – uno dei più grandi esponenti dell’Art Nouveau o stile Liberty che dir si voglia – avrebbe compiuto 150 anni. Il pittore, infatti, nacque a Vienna proprio il 14 luglio 1862, per poi morire a soli 56 anni a Neubau, il 6 febbraio 1918. A Klimt e al suo celebre bacio è dedicato il Doodle di Google.
Prendendo spunto da Klimt, dal suo bacio e dal Google Doodle noi facciamo i nostri auguri al maestro con una poesia della poetessa americana Anne Sexton (1928-1974), intitolata, appunto, Il bacio.
La bocca mi fiorisce come taglio.
Maltrattata tutto l’ano in lunghe
notte fatte soltanto di gomiti callosi
e delicate scatolette di Kleenex che dicono piangi,
piangi, stupida bambina!Prima il mio corpo era inutile.
Ora si strappa ai quattro angoli.
Strappa via gli indumenti della vecchia Maria, nodo dopo nodo
e guarda – Ora è colpito in pieno da questi dardi elettrici.
Zac! Un resurrezione!Una volta era una barca, piuttosto legnosa
e senza impiego, senza acqua salata
e bisognosa di qualche ritocco. Non era altro
che un mucchio di tavole. Ma tu l’hai attrezzata, l’hai issata.
Tu l’hai scelta.I miei nervi sono tirati. Come strumenti musicali
li ascolto. Là dove era silenzio
i tamburi e gli archi senza tregua continuano a suonare. Il merito è tuo.
Genialità pura all’opera. Caro, il compositore è caduto
nel fuoco.









Sono affascinato dalle opere di Gustav Klimt. Forse nessuno si è avvicinato a questa sua accademia e stile Liberty.Se avesse potuto vivere un’età molto più avanzata avrebbe lasciato altri capolavori.Geniale come quasi tutti i creativi,non aveva ancora dato il megliodi stesso.Sembrava quasi che cercasse qualcosa di più di ciò che comunque ha dato. Bella e interessante la poesia dedicata dalla poetessa americana Anne Sexton.Grazie al Doodle di Coogle che ci ha fatto questo regalo proprio per l’anniversario della nascita di Klimt.
rubinosa ambrosia
E quando accanto a me si frantuma il sole,
accartocciando i ricordi nel brusio di primavera
in zeffirante progressiva malinconia,
tu appari tradotto in luce e smembri l’ aria,
librati dal suolo, fuggi dal tuo modo,
fuggi dai leoni del mare.
io come pervinca di portico rifuggo artifici.
bacio senza amore l’ ombra,eroicamente esaurisco
attese, vado li, dove toccammo il suolo,
vado li, dove poggiammo il mare,nell’ emblematico verde
graffiammo la terra, e’ fu sigillo dell’ aria,
fu solo praticata magia.
chiedi alla sera, chiedi alla notte che padroneggia i sogni,
chiedi all’ impeccabile arbitrio se la risposta di quel bacio
e nel timbro del suono legato del canto mio
o nei bicordi suoni dei passeri furtivi,
regalami ancora la tua rubinosa, concertante ambrosia.