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Posted lunedì, 30 luglio 2012 by Natale Fioretto in Editoriale
 
 

Mario Quintana: un ricordo del poeta nell’anniversario della nascita


Il 30 luglio 1906 nasceva Mario Quintana, uno dei più grandi poeti brasiliani. La Graphe.it edizioni sta curando la traduzione in italiano delle sue poesie: finora abbiamo pubblicato Il colore dell’invisibile, L’apprendista stregone e un’antologia dal titolo Per vivere con poesia.

Facciamo, quindi, gli auguri di buon compleanno a Mario Quintana e lasciamo la parola a Natale Fioretto che ha tradotto i testi del poeta in italiano.


Essere poeta non è una professione.
È piuttosto uno stato dello spirito o del coma.

Mario Quintana è conosciuto in patria come il poeta delle cose semplici. Nato ad Alegrete il 30 luglio del 1906, nel 1928 inizia a collaborare con il giornale O Estado do Rio Grande. Dopo aver partecipato alla Revolução de 30, si trasferì a Rio de Janeiro, facendo successivamente ritorno a Porto Alegre dove trovò impiego presso la Livraria do Globo allora diretta dallo scrittore Érico Veríssimo. Oltre al giornalismo si dedicò alla traduzione raggiungendo livelli di alta maestria nelle preziose traduzioni di Maupassant, Marcel Proust, Virginia Woolf e Giovanni Papini. Come poeta ebbe un esordio tardivo nel 1940 con A Rua dos Cataventos e nel 1966 fu accolto nell’Accademia Brasiliana di Lettere da Augusto Meyer e Manoel Bandeira. Ottenne il Prêmio Fernando Chinaglia dell’Unione degli Scrittori Brasiliani per l’opera Antologia Poética. Per buona parte della sua vita alloggiò presso l’hotel Majestic situato nel centro storico di Porto Alegre che successivamente fu chiuso e trasformato nella Casa di Cultura Mario Quintana e che l’autore gaúcho frequentò con regolarità negli ultimi anni di vita. Morì a Porto Alegre il 5 maggio 1994.

Mario Quintana sorridenteIl colore dell’invisibile risale al 1989, anno in cui viene anche insignito del dottorato honoris causa dall’Università di Campinas e dall’Università Federale di Rio de Janeiro e acclamato Principe dei poeti brasiliani.

La raccolta Il colore dell’invisibile rappresenta un momento tra i più felici dell’intero percorso poetico di Quintana, sebbene parte della critica l’abbia accolto con severità.

Il libro raccoglie centodiciotto poesie per lo più brevi e in versi liberi. Fra le composizioni poetiche più originali spiccano cinque haiku che compaiono, con il titolo di haikai.

Haikai dell’ultimo commiato
I due si scambiarono un bacio
– freddo
come fosse di scheletri…

Mario Quintana salutaTratto distintivo dei testi poetici sono la brevità e la compattezza dei versi che ben rappresentano l’attimo, breve, leggero e apparentemente privo di emotività, e in ultima analisi la vita stessa.

Primavera
Le acque ridono come ragazze
all’ombra verdazzura delle felci!

Immagini fugaci, abbacinanti per il lettore che inevitabilmente richiamano l’ombra primigenia entro cui la composizione si origina e in cui scivola una volta spenta l’ultima immagine. Un tale procedimento fa sì che Quintana sia al contempo dentro e fuori dal modernismo, dentro e fuori dalla poesia di matrice ottocentesca, dentro e fuori dal realismo naturalistico. Poeta fortemente immaginifico Quintana persegue l’ideale di un linguaggio trasparente, sintesi perfetta fra chiarezza e sorpresa. Sempre disposto al sorriso, al paradosso, l’autore dà tuttavia corpo in tutte le composizioni alla malinconia, interrotta alle volte dall’apparizione fugace della bellezza della natura come un’ostia ricevuta in pieno inferno per usare un contrasto quintaniano.

Il fiume
La morte è un fiume in cui la gente
si imbarca a occhi chiusi;
se vuoi partire contento,
non lasciar nulla da questa parte.
È da questo lato
che abitano le nostre inquietudini.
Le pene che amore ci lasciò
sono pene che il vento si portò.
Chiudi bene gli occhi
basta cercare rime
dormi il tuo sonno profondo
lontano, sempre più lontano
da questo mondo e dalle sue inquietudini.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.