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Posted domenica, 5 agosto 2012 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Marilyn Monroe moriva cinquant’anni fa. Una poesia di Pier Paolo Pasolini per ricordarla

Il 5 agosto 1962 Marilyn Monroe veniva trovata morta nella sua casa di Los Angeles. Aveva trentasei anni. La donna più bella del mondo, la sex symbol per eccellenza terminava la sua vita terrena ed entrava nel mito. Noi la vogliamo ricordare prima di tutto come donna, senza quegli aggettivi che esaltandone solo l’indubbia avvenenza fisica, sminuivano le sue profondità.

Ci affidiamo alle parole di Pier Paolo Pasolini che per lei compose una poesia. La voce del video è di Pasolini stesso ed è tratta dal docu-film La rabbia (1963), in cui PPP e Giovannino Guareschi raccontano gli anni del boom dai loro peculiari punti di vista.

Marilyn Monroe

Del mondo antico e del mondo futuro
era rimasta solo la bellezza, e tu,
povera sorellina minore,
quella che corre dietro i fratelli più grandi,
e ride e piange con loro per imitarli,

tu sorellina più piccola,
quella bellezza l’avevi addosso umilmente,
e la tua anima di figlia di piccola gente,
non ha mai saputo di averla,
perché altrimenti non sarebbe stata bellezza.

Il mondo te l’ha insegnata,
così la tua bellezza divenne sua.

Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro
era rimasta sola la bellezza, e tu
te la sei portata dietro come un sorriso obbediente.
L’obbedienza richiede troppe lacrime inghiottite,
il darsi agli altri troppi allegri sguardi
che chiedono la loro pietà! Così
ti sei portata via la tua bellezza.
Sparì come un pulviscolo d’oro.

Dello stupido mondo antico e del feroce mondo futuro
era rimasta una bellezza che non si vergognava
di alludere ai piccoli seni di sorellina,
al piccolo ventre così facilmente nudo.

E per questo era bellezza,
la stessa che hanno le dolci ragazze del tuo mondo…
le figlie dei commercianti
vincitrici ai concorsi a Miami o a Londra.
Sparì come una colombella d’oro.

Il mondo te l’ha insegnata,
e così la tua bellezza non fu più bellezza.

Ma tu continuavi a essere bambina,
sciocca come l’antichità, crudele come il futuro,
e fra te e la tua bellezza posseduta dal Potere
si mise tutta la stupidità e la crudeltà del presente.
La portavi sempre dietro come un sorriso tra le lacrime,
impudica per passività, indecente per obbedienza.
Sparì come una bianca colomba d’oro.

La tua bellezza sopravvissuta dal mondo antico,
richiesta dal mondo futuro,
posseduta dal mondo presente,
divenne un male mortale.

Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano,
smettono per un momento i loro maledetti giochi,
escono dalla loro inesorabile distrazione,
e si chiedono: “È possibile che Marilyn,
la piccola Marilyn, ci abbia indicato la strada?”

Ora sei tu, quella che non conta nulla, poverina, col suo sorriso,
sei tu la prima oltre le porte del mondo
abbandonato al suo destino di morte.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)