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pubblicato giovedì, 9 agosto 2012 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il colore delle copertine dei libri. Intervista a Mariella D’Amico

Il colore delle copertine dei libri. Intervista a Mariella D'AmicoPrima ancora del titolo e dell’autore quello che notiamo di un libro è la copertina e il suo colore (poi il prezzo, ma questo è un altro discorso). Ci sono fior fiore di studi sulla grafica delle copertine e più ancora sono le teorie di come debba essere una copertina perfetta. Uno degli aspetti più importanti delle copertine dei libri rimane, comunque, il colore: dal bianco completo a veri e propri arcobaleni (a volte di dubbio gusto) il colore ci colpisce subito. Tanto è vero che, spesso, quando cerchiamo un libro nella nostra biblioteca, ci muoviamo secondo il colore (Ricordo che aveva la copertina verde, per esempio).

Di colori e copertine di libri parliamo con l’architetto Mariella D’Amico autrice di un bel libro dal titolo ColorPower. Come puoi migliorare salute, relazioni e lavoro con il giusto utilizzo dei colori (Edizioni L’Età dell’Acquario, Torino 2012), un testo che è sempre sulla mia scrivania e che spesso consulto alla ricerca di ottimi consigli.

Un libro non si giudica dalla copertina, però, allo stesso tempo, la copertina è la porta di ingresso nel mondo del libro. Secondo la tua esperienza, dal punto di vista cromatico, come sono le copertine dei libri in commercio?
Credo che i colori delle copertine siano abbastanza standardizzati secondo il genere: i thriller e i gialli sovente hanno in copertina le scritte o lo sfondo giallo (che, in Italia, evocano proprio questo genere), nero (a simboleggiare crimine, paura,…) o tracce di rosso (colore del sangue, che evoca violenza, aggressività,…). La narrativa ha rimandi cromatici differenti secondo il pubblico cui è rivolto, se per esempio sono presenti delle parti rosa o fucsia ci si aspetta che sia dedicato al sesso femminile. I libri di cucina e quelli dedicati al modo dell’infanzia sono solitamente ricchi di colori, mentre quelli che trattano argomenti finanziari sono molto sobri. I libri dedicati a salute e benessere spesso hanno del bianco (igiene, sterilità) o del verde (naturale, biologico, balsamico…). Quando l’autore del testo è un personaggio noto al grande pubblico, è presente nella copertina con la sua immagine o il suo nome campeggia in gran rilievo: i colori in questo caso hanno un’importanza davvero relativa.

Paul Collins nel testo Al paese dei libri così scrive: “Se una copertina ha il titolo in rilievo, metallizzato, o entrambe le cose, allora è come se dicesse al lettore: Salve, sono un romanzo rosa, o un noir, o l’autobiografia di un’attrice. Ai lettori che non amano quei generi, il titolo dice: Salve, sono robaccia. Per questi libri la copertina patinata è un obbligo, mentre ai Libri Seri si può concedere una carta opaca”. Quale è la tua opinione in merito?
Naturalmente è una generalizzazione ma credo ci sia un fondo di verità: il nostro cervello opera una serie di semplificazioni per rispondere agli stimoli esterni. L’uso di determinati colori è un efficace rimando emotivo all’argomento del testo e opera un’azione determinante nel convincere il lettore ad avvicinarsi al testo sullo scaffale per sfogliarlo. I colori e le finiture sono scelti anche in base al target di riferimento: un libro per bambini con la copertina in bianco e nero ad esempio, susciterebbe sicuramente poca attrattiva per i giovani lettori, rispetto a un’immagine vivacemente colorata.

Mariella D'Amico autrice del libro “ColorPower. Come puoi migliorare salute, relazioni e lavoro con il giusto utilizzo dei colori”Nella frase di Collins citata, si parla di romanzi rosa e noir. Questo mi porta a chiederti: secondo te i colori che indicano i generi (gialli, neri, rosa…) sono azzeccati?
Nel linguaggio corrente si utilizzano spesso metafore con i colori: essere d’umore “nero”, giornata “grigia”, consegnare “in bianco” oppure per definire in maniera rapida una sfumatura (giallo oro, giallo limone,…). I colori descrivono situazioni e creano immagini mentali che semplificano e agevolano le descrizioni. La scelta di nero e rosa per la definizione dei rispettivi generi letterari ha degli espliciti riferimenti alle caratteristiche che questi colori evocano: mistero, paura e crimine nel primo caso, un mondo romantico e femminile nel secondo caso. Il “giallo” si definisce così solo in Italia, e deriva dal colore che Mondadori scelse per la copertina della prima collana del genere poliziesco nel 1929: non ha nulla a che vedere con le caratteristiche del colore, però è entrato a far parte del linguaggio comune.

In Color Power tu dici che per valutare il colore complessivo di una stanza non bisogna considerare solo le pareti della stanza stessa, ma anche altri fattori (esposizione, luce, suppellettili). Per le copertine dei libri, invece, il colore è tutto lì e non lo si può armonizzare con il mondo circostante. Quale è, secondo te, un colore da evitare nella maniera più categorica in copertina?
Il colore percepito della copertina è, anche in questo caso, come per l’interno di una stanza, l’insieme di più cromaticità: lo sfondo, l’immagine, il colore delle scritte, la tinta del dorso. La copertina è come il packaging di un qualsiasi prodotto commerciale: molto spesso articoli dello stesso genere (es. bottiglie di bevande, flaconi di detersivi,…) hanno formati e confezioni standard, ciò che ci fa distinguere una marca dall’altra è solo il colore. In libreria il panorama di testi pubblicati è immenso, ciò che ci può aiutare a distinguere un libro è proprio il colore della copertina.

Tutti i colori presenti dovrebbero concorrere alla descrizione del contenuto del libro e farci assaporare in anticipo l’argomento del testo: la conoscenza degli effetti psicologici dei vari colori può agevolare i grafici in questo compito al fine di suggestionare il lettore nel suo primo impatto visivo.

Non credo ci siano colori da evitare categoricamente: ogni tonalità ha sue specifiche caratteristiche e ognuna, secondo l’esigenza, può essere funzionale alla presentazione di un testo specifico. Il colore sbagliato è quello non congruente all’argomento, al genere letterario e al target di riferimento.

In questi giorni non si fa altro che parlare della trilogia di E. L. James sulle Cinquanta sfumature di grigio, di nero e di rosso. Non ti chiedo se hai letto il libro! Che ne pensi, invece, della scelta cromatica del titolo? Considera che in originale non abbiamo né nero né rosso ma, rispettivamente, “più scure” e “liberate”.
No… non ho letto i tre libri perché non è il genere che preferisco. Penso però che i titoli originali tradotti in italiano avrebbero avuto molto meno “appeal” di quelli con l’uso dei colori, che rendono anche più immediata l’appartenenza di ogni libro alla trilogia.

ColorPower. Come puoi migliorare salute, relazioni e lavoro con il giusto utilizzo dei coloriLa percezione del colore cambia a seconda del supporto. Per i libri abbiamo quelli cartacei e quelli digitali. Secondo te, le copertine degli eBook e quelle dei libri classici possono essere intercambiabili oppure bisogna utilizzare degli accorgimenti diversi per ognuna delle due tipologie?
Diverse ricerche dimostrano che tra i due tipi di supporti ci sono delle differenze di percezione dei colori e di comprensione del testo legata al tipo di caratteri utilizzati (con, e senza “grazie”, cioè i trattini di “abbellimento” del carattere). I caratteri senza grazie (es. Arial, Century Gothic,…) funzionano meglio nei testi brevi e sui supporti digitali, quelli “con grazie” sono più adatti ai testi lunghi su supporto cartaceo.
Le copertine di un libro tradizionale e del suo omologo digitale, devono necessariamente essere uguali per distinguere agevolmente il testo dagli altri. Ciò che si perde è l’eventuale rilievo di alcune parti, l’effetto metallizzato e la patinatura… con buona pace di Paul Collins. Ciò che è determinante è sempre la pertinenza delle tinte rispetto all’argomento del libro e al target.

Credo però che il colore abbia più rilevanza nella scelta che avviene in libreria piuttosto che on-line: nel primo caso è l’istinto (che è suggestionato dal colore) a guidarti verso un testo piuttosto che un altro. I testi acquistati on-line solitamente (almeno quando la lettrice sono io), sono freddamente ricercati per titolo e autore.

In conclusione, il colore dei libri è…
La premessa di ciò che è contenuto nel testo e lo “spot” pubblicitario che promuove il libro. La copertina è il packaging del libro: il messaggio dovrebbe essere esplicito, catturare l’attenzione, far distinguere facilmente il libro tra gli altri presenti sullo scaffale e convincere all’acquisto. Tutto in pochi istanti. I colori forniscono la spinta emotiva che fa compiere il gesto di prendere in mano il libro per sfogliarlo e saperne di più sul contenuto.

Foto | C G-K




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.