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pubblicato martedì, 28 agosto 2012 da Luigi Milani in Mondolibri
 
 

Il giocattolaio: intervista a Stefano Pastor


È appena uscito, per i tipi di Fazi Editore, Il giocattolaio, il nuovo romanzo di Stefano Pastor, un nome ben noto ai lettori della collana eTales di Edizioni Graphe.it, nella quale il talentuoso autore di Ventimiglia ha pubblicato il racconto Bianco e Nero. Abbiamo approfittato dell’occasione per rivolgere qualche domanda a Stefano.

Com’è nato Il Giocattolaio?
Il Giocattolaio è nato come un tentativo di unire la tensione di un thriller alla magia di una favola. Ispirandomi ad alcune fiabe classiche come Pollicino e Hansel e Gretel, mi sono chiesto se ai giorni nostri dei bambini, abbandonati dai genitori, sarebbero stati in grado di combattere da soli e di sconfiggere il male. Di queste favole resta l’atmosfera e una certa componente horror, ma il thriller è diventato subito predominante.

Il libro esce con un editore importante, Fazi. Sei soddisfatto di aver raggiunto questo traguardo?
Un traguardo per cui ho molto lottato. Partecipando al Torneo IoScrittore indetto da GeMS, mi sono messo in competizione con più di altri mille partecipanti. Il mio libro è risultato tra i vincitori e ha attirato l’attenzione dell’editore Fazi. Un’avventura, quindi, che è durata quasi due anni. La soddisfazione finale è innegabile.

Cosa rappresenta per te la scrittura?
Sono arrivato alla scrittura molto tardi, quando avevo già cinquant’anni. L’ho fatto per gioco, senza alcuna velleità di pubblicazione. Ho scoperto subito che era ciò che mi era sempre mancato, un assoluto e totale piacere. Anche oggi resta soltanto quello, il momento in cui mi sento sereno e felice.

Molto diversa è la pubblicazione, che per me è scissa completamente dalla scrittura. Se quando scrivo appago solo il mio bisogno, quando preparo un libro per la pubblicazione devo pensare anche a chi mi leggerà. Sono quindi sempre aperto a idee e consigli che mi vengono proposti, per fornire un prodotto migliore.

Stefano PastorRevisione e riscrittura sono due fasi spesso trascurate, specie dagli autori alle prime armi: quanto contano per te?
Ovviamente revisione e riscrittura non danno lo stesso piacere che si prova a scrivere un libro. Però se si desidera pubblicare sono una componente indispensabile. Ammetto senza vergogna che i primi libri da me scritti non sono pubblicabili, quindi ho iniziato a riscriverli da capo. L’opera di revisione è virtualmente infinita. Ovvero, ogni volta che uno scrittore rileggerà la propria opera troverà sempre qualcosa da cambiare e migliorare. Per questo esistono gli editor, un occhio esterno in grado di dirti cosa cambiare e quando fermarsi.

Cosa pensi delle agenzie letterarie?
Non ho mai usufruito dei servizi di un’agenzia letteraria, ma non ne rifiuto a priori l’utilità. Spesso un’agenzia letteraria può diventare un canale privilegiato per farsi leggere da un editore. Soltanto leggere, però. Se manca la materia prima, ovvero una buona storia, nessuna agenzia letteraria potrà mai sopperire a ciò.

Sei uno scrittore molto prolifico: a cosa stai lavorando in questo periodo?
Gli ultimi due mesi sono stati molto intensi nel campo della scrittura: ho partorito una serie di romanzi mystery-fantastici piuttosto bizzarri. Non so se vedranno mai la pubblicazione, ma mi sono divertito moltissimo a scriverli.

Quali consigli daresti a chi volesse intraprendere la carriera, tutt’altro che facile, dello scrittore?
La carriera dello scrittore non si può intraprendere di propria iniziativa. Io non l’ho fatto. Ho scritto perché mi piaceva scrivere e basta. Se poi si ha qualcosa da raccontare, se si hanno delle storie davvero valide, allora il consiglio è uno solo: non arrendersi. Se uno scrittore vale, arriverà a pubblicare. Se il suo libro merita avrà successo. A differenza di quello che pensano molti aspiranti scrittori, ogni editore cerca buoni libri, perché questo è il loro mestiere e i buoni libri portano tanti soldi. Quindi non arrendersi mai, magari ci vorrà più tempo del previsto, ma se il libro è davvero buono verrà pubblicato.

Qual è il libro sul tuo comodino?
Sono molto eclettico, quindi il libro sul mio comodino non è indicativo dei miei gusti. Comunque al momento è La Chimera di Praga di Laini Taylor.

… e quello che vorresti aver scritto tu?
Troppi. A iniziare dall’intera opera di H. P. Lovecraft, fino a giungere ai libri di Dean Koontz, Anne Rice, Dan Simmons. Uno per tutti: It di Stephen King , anche se io sarei stato sicuramente più stringato (e avrei cambiato il finale).

Per darvi un assaggio dello stile di Stefano Pastor ne Il giocattolaio, eccovi uno stralcio del romanzo.

«Cosa devo cercare?», chiede, dubbioso.
«Indizi. Cerca indizi. Magari anche un corpo».
Massimo resta immobile e l’altro torna indietro e gli si avvicina, spazientito. «Se devi uccidere qualcuno, quale posto è migliore di un palazzo abbandonato?», spiega. «Ci puoi fare quello che vuoi, tanto nessuno sente niente. Per questo li sto controllando tutti».
Il gioco è durato anche troppo e Massimo inizia a sentirsi a disagio. «Non ti credo».
Marco non si scompone. «Non fa niente. Comunque vai a controllare lo stesso».
«Mi stai prendendo in giro».
Il ragazzino alza le spalle. «Ho una valanga di prove, sai? Ho tutto un dossier su questi omicidi».
«Fammelo vedere».
«Ce l’ho a casa, non me lo porto certo dietro», replica l’altro, sempre più infastidito dalla sua ottusità.
Massimo continua a restare fermo.
«Non vuoi proprio aiutarmi, vedo».
«Non ti credo, te l’ho detto».
Marco pare rassegnato. «Pazienza, mi arrangio da solo».
Scompare lungo il corridoio buio.
Massimo resta un attimo incerto, poi si rende conto di essere rimasto solo e prova un brivido. Scappa via.

Stefano Pastor, Il giocattolaio. Copertina intera

 


Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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