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pubblicato lunedì, 17 settembre 2012 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Scrivere per la tv: la bibbia televisiva


La volta precedente si è accennato alla difficoltà rappresentata dallo scrivere sceneggiature per le serie serializzate. La prima è la più ovvia: l’originalità, un cliffhanger efficace e possibilmente non troppo scontato.

Consideriamo inoltre le linee narrative; lo scrittore deve sapersi destreggiare tra una linea verticale, rappresentata dalla singola storia dell’episodio autoconclusivo (pensate a Distretto di Polizia); in questa ci si muove per costruire circa cinquanta minuti seguendo il classico schema “inizio-svolgimento-fine”, relativamente più semplice. Ma poi subentrano le linee narrative orizzontali, le quali fungono da filo conduttore per l’intera serie, sono più complicate, laboriose, devono rivelare coerenza in tutti gli episodi e srotolarsi lente e quasi casuali, senza forzature. Complicatissimo, non è vero? Personaggi principali, secondari, alcuni soltanto di passaggio altri no, situazioni varie, evoluzioni, colpi di scena…

La soluzione ideale nonché obbligatoria è la bibbia: un corposo librone-dossier da tenere costantemente d’occhio, che spesso supera cento pagine e contiene tutte le informazioni su struttura, titolo, schede dei personaggi, linee narrative, ambientazioni, la frase chiave (deve iniziare con una frase a effetto che racchiuda in poche righe il tema della serie, possibilmente evidenziandone l’originalità) e il concept.

Il concept merita qualche riga in più di spiegazione: si tratta dell’idea espressa al massimo in tre frasi, sintetizza il tema del serial e, per usare la spiegazione del corso Io scrivo del Corriere della Sera,

“se non si è in grado di spiegare l’idea di base in tre frasi, allora non è una buona idea”.

Il concept esprimerà la forza del lavoro, il motivo per cui dovrà essere preso in considerazione, la sua validità nonché la capacità di catturare l’attenzione del pubblico.

Ricordate: se il protagonista ha ben chiaro un obiettivo da raggiungere (portar via l’amata al crudele rivale, arrestare il cattivo, uccidere i mostri, salvare la vita ai pazienti ecc.), la scrittura potrà andare avanti all’infinito. Se la serie invece è improntata sulla rete di affetti dei protagonisti, come per esempio ne I Cesaroni, allora si giocherà su un numero maggiore di protagonisti perché le situazioni possano variare il più possibile senza che il telespettatore si annoi.

Ultima ma fondamentale parte della bibbia, è il trattamento del primo episodio: ecco che la vostra serie prende forma, perché questo dà l’idea concreta di tutto il lavoro, delineando personaggi e situazioni, ambientazione, tema, obiettivo da raggiungere.

In bocca al lupo!

Foto | RLEVANS




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.