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pubblicato mercoledì, 19 settembre 2012 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

I 10 mostri più spaventosi della letteratura

I 10 mostri più spaventosi della letteratura

I libri e la letteratura hanno la capacità di sviluppare la nostra immaginazione: è esperienza comune alle lettrici e ai lettori chiudere le pagine di un libro e provare a immaginare le fattezze di questo o quel personaggio, o come potrebbe essere quel paesaggio descritto così bene.

Se poi nel libro ci sono mostri orribili, strani e misteriosi allora il galoppare della fantasia è quasi un obbligo: solo mettendo all’opera la nostra immaginazione, infatti, potremo dire di aver letto davvero un libro.

Ecco un elenco con i dieci mostri più brutti della letteratura. Naturalmente ognuno potrà avere i propri mostri letterari. Se vi va, scrivete nei commenti i mostri più orripilanti che avete trovato nel corso delle vostre letture.

  1. Grendel (dal Beowulf – foto a inizio post). Nel poemica epico Beowulf il Grendel è descritto come “discendente di Caino”, il primo assassino della storia, e “in continua guerra con Dio”. Secondo il racconto biblico Dio mise un segno su Caino per riconoscerlo tra tutti gli uomini: nel Beowulf tale segno diventa un’atroce deformità fisica. Secondo alcuni studi, il Grendel potrebbe somigliare ai troll o agli orchi.
  2. Jabberwocky (da Lewis Carroll, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò). La mostruosità del Jabberwocky è da intendersi in senso etimologico: desta, infatti, meraviglia totale la magistrale descrizione che ne da Lewis Carroll in quella che è ritenuta la più illustre poesia nonsense inglese. Si tratta di uno di quei mostri che compaiono negli incubi e poi non si ha più coraggio di spegnere la luce… Recentemente Orecchio Acerbo edizioni ha mandato in libreria una bella edizione illustrata del Jabberwocky con traduzione di Masolino D’Amico.
  3. Balrog (da J. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli). Giganteschi demoni che possono essere avvolti di fuoco e sono provvisti di frusta e di una spada fiammante. Scrive Tolkien: “Non si riusciva a distinguere cosa fosse: era come una grande ombra, nel mezzo della quale si trovava una forma scura di dimensioni umane, e anche più grossa; potere e terrore parevano sprigionarsi da essa e precederla. Giunse all’orlo della voragine di fuoco, e la luce s’offuscò, come se una nube vi si fosse posata sopra. Poi d’impeto varcò il baratro. Con un ruggito le fiamme s’innalzarono in segno di saluto, intrecciandosi intorno a lui; un fumo nero turbinò nell’aria. La criniera svolazzante dell’oscura forma prese fuoco, avvampando. Nella mano destra teneva una lama pari a un’acuminata lingua di fuoco, e nella sinistra una frusta dalle molte code”.
  4. Medusa (dalla mitologia greca): figlia di Forco e di Ceto era una delle Gorgoni e aveva il potere di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi. I suoi capelli altro non erano che sibilanti serpenti. Rappresentava la perversione intellettuale, mostro veramente da temere!
  5. Fenrir (dalla mitologia norrena) è un gigantesco e peloso lupo nero ghiotto di carne umana. È intelligentissimo e può anche parlare, il che lo rende forte tanto dal punto di vista fisico quanto da quello mentale.
  6. Scilla (dalla mitologia greca). È un mostro marino. Omero la descrive nell’Odissea (XII, 115 e seguenti) in maniera orripilante e Ippolito Pindemonte così l’ha tradotta: “Scilla è atroce / Mostro, e sino ad un Dio, che a lei si fesse, / Non mirerebbe in lei senza ribrezzo. / Dodici ha piedi, anterïori tutti, / Sei lunghissimi colli, e su ciascuno /  Spaventosa una testa, e nelle bocche / Di spessi denti un triplicato giro, / E la morte più amara in ogni dente”.
  7. Pennywise (da Stephen King, It): Pennywise il clown danzante, Bob Gray, It si presenta dinanzi alle persone con la forma che più le spaventa. Se un bambino non conosce cosa sia la paura, allora Pennywise gli si avvicina sotto forma di clown perverso di giallo vestito e con pompon arancioni per ingannarlo. Non si sa se sia maschio o femmina: a volte è gravida, altre volte si riferisce a se stessa come maschio.
  8. Windigo (dalla mitologia dei Nativi Americani Algonchini). Il mito di Windigo cambia a seconda delle varie tribù degli Algonchini. È figlio dell’Inverno e della Fame. Di grandi dimensioni e ricoperto di peli, possiede enormi artigli, un corpo scheletrico ed emaciato e labbra piccolissime che gli lasciano scoperti i denti enormi. Compare nei villaggi per divorare gli umani e può cambiare forma a seconda del mito. Non è tremendo avere paura di qualcosa di cui non si conosce nemmeno l’esatta forma esterna?
  9. Minotauro (dalla mitologia greca): il suo nome proprio è Asterio o Asterione ed è un incrocio tra un toro e un essere umano. Sua madre, infatti, è Pasifae, regina di Creta, e suo padre è il Toro di Creta. Dalla loro unione è nato quest’essere mostruoso dall’aspetto umano ma con zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro. È feroce e vive rinchiuso in un labirinto nutrendosi nutre di esseri umani, con preferenza per i fanciulli.
  10. Piovra gigante (da Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari): sebbene l’autore non ne specifichi le dimensioni, ce la descrive come un animale con sei tentacoli ognuno lungo ventisette metri. La vera paura che genera questo animale è dovuta al fatto che i calamari giganti esistono davvero…

Via | Solo listas
Foto | Grendel raffigurato nella serie a fumetti Storie di Beowulf (1908)




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.