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pubblicato giovedì, 4 ottobre 2012 da Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Furetti, informazioni e curiosità. Intervista a Claudio Cermelli di Furettomania


Tra i vari animali domestici un posto di rilievo lo occupano i furetti: il loro musetto dolce e l’aria da gran furboni conquistano il cuore di molte persone. Se a questo aggiungiamo il fatto che i furetti sono affettuosi, giocherelloni, dolci, intelligenti abbiamo il quadro di un vero amico peloso!

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Claudio Cermelli del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Furetti – Furettomania Onlus in modo da conoscere meglio i furetti e le loro abitudini.

Iniziamo da una constatazione: il nome scientifico del furetto è Mustela putorius furo che vuol dire “faina puzzolente ladra”. Insomma non è proprio un nome invitante per un animale domestico… Quale sarebbe, invece, secondo voi il nome ideale del furetto?
Secondo noi furetto è perfetto: in latino significa piccolo ladro e… lo sono veramente: ti rubano il cuore. Chi impara a conoscere i furetti, se ne innamora e non se ne stacca più: diventano come le ciliegie, uno tira l’altro e le famiglie furettesche aumentano di grandezza. Poi anche l’assonanza con furbetto è stimolante: sono davvero dei gran furboni, ne trovano sempre una per farti divertire e… arrabbiare. Un detto sostiene che i furetti rendano più intelligenti i loro padroni…

In poche parole, quali sono le caratteristiche principali del furetto (inteso come specie e come singolo esemplare)?
Grandissima affettuosità, molta giocosità (sono animali neotenici, cioè che anche da adulti mantengono lo stesso comportamento giocoso dei cuccioli), simpatia, dolcezza, intelligenza, testardaggine, furbizia, perseveranza. Per fortuna dei proprietari sono molto dormiglioni (dormono circa diciotto-venti ore al giorno) ma quando sono svegli, sanno come catturare l’attenzione dei loro famigliari. Anche se devo dire che non saprei se è più spettacolare vederli giocare o vederli dormire, viste le assurde posizioni che assumono nel sonno: tutti i furettomaniaci hanno nei loro album di fotografie centinaia di immagini dei loro furetti dormienti perché sono davvero teneri e buffi. Hanno una vita media di sette-otto anni, ma purtroppo sono soggetti a molte malattie che richiedono spesso cure piuttosto impegnative. Sono animali sociali e quindi hanno bisogno di compagnia: quindi, se c’è un unico furetto in casa, questo richiede molta attenzione. Ovviamente, poi, ogni singolo furetto ha il suo carattere e che dire… sono animali volitivi! Se si mettono in testa di fare una cosa, non c’è niente che li farà desistere. Ho avuto quattro furetti e ognuno di loro non può essere più diverso dagli altri tre come carattere: da quella che ho sempre attaccata addosso a leccarmi e baciarmi (noi umani di famiglia siamo i suoi cuccioli) a quello così timido e pauroso che vive sempre nascosto nella sua cuccia.

Chi è l’amico umano (o l’amica umana) ideale per un furetto?
Chi è disponibile a dedicare loro affetto, tanta attenzione, cure; chi si sforza di capire che cosa cerca di comunicarti un animale col suo comportamento; chi non si spaventa se all’inizio della conoscenza il furetto molla qualche morsetto; chi non fa un dramma se i bisognini non vengono sempre fatti nell’apposita cassetta; chi si lascia intenerire da un patatone peloso che ti lecca la faccia.

Furetti, informazioni e curiositàQuali sono le domande da porsi prima di decidere di prendere un furetto?
Alcune sono le stesse che ci si deve porre prima di prendere un qualsiasi animale: ho tempo e voglia di dedicargli tutto il tempo che richiede? Ho le condizioni abitative e di vita adatte per accoglierlo? Sono sicuro che non è un capriccio passeggero? Sono disposto a impiegare tempo e soldi per curarlo? Sono disposto a non fare un dramma se mi combina qualche piccolo disastro in casa? Poi alcune specifiche: sono disposto a pulire i bisognigni che lasciano spesso in giro? Sono disponibile a cercare di capire perché morda, nel caso abbia questa abitudine e impegnarmi per correggerlo? Mi va bene fare qualche modifica alla casa per renderla più adatta a lui? Sono disposto a fare qualche chilometro in più per farlo seguire da un veterinario esperto in furetti? Se il furetto usa le ghiandole odorifere paranali (ciò che può succedere raramente: quando è molto spaventato o arrabbiato), lo caccio fuori di casa?

Ci sono degli accorgimenti da apportare alla casa? E, a proposito, il furetto girella libero per la casa o se ne sta in una gabbia?
Come per tutti gli animali, l’ideale è la vita libera. Questo, però, richiede alcuni accorgimenti: bisogna essere sicuri che non ci siano condizioni di pericolo per loro (essere certi che tramite sedie, tavoli, divani non possano raggiungere una finestra aperta, che non si infilino dentro a divani-letto dove possono rimanere schiacciati, che non si infilino dentro a lavatrici ecc) o che non facciano danni (non sono certamente delicati come i gatti!!). Per gli amanti del pollice verde, brutte notizie: niente piante in casa perché adorano scavare la terra! I miei vivono liberi con a disposizione metà casa; molte persone dedicano a loro una stanza attrezzata con tutti i loro giochi; altri li tengono in gabbia quando non sono in casa e li liberano quando c’è qualcuno che li può tener d’occhio. Hanno comunque bisogno di gabbie molto grandi, a più piani, possibilmente con tubi in cui infilarsi (sono animali che cacciano stanando le loro prede, soprattutto conigli).

Quali sono gli ingredienti base della dieta del furetto?
Sono carnivori stretti e devono perciò mangiare solo carne e uova o crocchette specifiche per furetti, ad alto contenuto proteico e lipidico e prive (o a ridotto contenuto) di componenti vegetali che i furetti mal digeriscono. Le carni bianche (pollo, quaglia, coniglio, anatra, tacchino) sono le più adatte. L’ideale sarebbero piccoli animali interi (non necessariamente vivi) di cui mangiano anche pelle, penne o pelo, ossa tutti componenti che fanno loro benissimo.

Due sono gli “inconvenienti”, se così vogliamo dire, dei furetti: il loro odore particolare e il fatto che mordano. Avete delle indicazioni in merito?
Sono leggende da sfatare. La puzza, innanzitutto. I furetti, di per sé, odorano tanto quanto gli altri animali da compagnia, sicuramente molto meno di un cane a pelo lungo. I maschi diventano davvero “puzzolenti” quando sono in calore: allora il pelo si riempie di una secrezione sebacea con un odore molto forte, fastidioso. Ma per una serie di motivi è vivamente raccomandata la sterilizzazione chimica (mediante un piccolo impianto assolutamente non doloroso, che rilascia un inibitore degli ormoni sessuali), se non si ha intenzione di tenerlo per la riproduzione (e noi, come Associazione, in accordo con l’opinione comune dei veterinari, sconsigliamo fortissimamente la riproduzione “fai da te”). Inoltre, come dicevo prima, a volte possono rilasciare le ghiandole paranali che eliminano un odore molto forte, ma la cui persistenza è di pochi minuti e comunque lo fanno solo in condizioni di pericolo o di allarme: succede così raramente, che la deghiandolazione, una volta di prammatica, viene ora fortemente sconsigliata.
La mordacità dipende ovviamente dal carattere dell’animale ma, soprattutto, dalle condizioni con cui è stato cresciuto e dall’ambiente. Un furetto mordace è un furetto che ha subito traumi, che non è stato educato correttamente (sono animali intelligenti e imparano, se ben istruiti), che è fortemente stressato o spaventato. In molte famiglie i furetti giocano tranquillamente con bambini piccoli senza che ci sia alcun rischio. Nei giochi tra loro, i furetti si mordono molto forte: quindi, se fin da cuccioli vengono educati a non usare la stessa forza quando giocano con noi, non lo faranno mai più con gli umani, ma solo coi loro simili.

Furetti, informazioni e curiositàAnche i furetti, purtroppo, sono vittime della stupidità di molti umani che li abbandonano. Voi offrite un servizio di adozione per i furetti? Come funziona?
Compito primario di Furettomania Onlus è proprio questo: trovare una nuova casa e tanto amore a furetti che vengono abbandonati, problema che con i furetti è molto cocente, soprattutto all’approssimarsi delle vacanze. Quando recuperiamo un furetto, questo viene dato in affido temporaneo a uno dei nostri collaboratori che provvederà anche a portarlo dal veterinario per una visita di controllo e la cura di eventuali patologie. Nel frattempo la sua storia e le sue foto vengono messe sul nostro forum, sul sito dell’Associazione, sul gruppo Facebook. Chi è interessato a un’adozione, contatta uno dei nostri collaboratori, compila un questionario e poi incontra il collaboratore più vicino che gli darà tutte le informazioni indispensabili sulla gestione del furetto e sull’iter di adozione. Se viene ritenuto idoneo, qualora si renderà disponibile un furetto adatto alla sua situazione, si procede all’adozione.

Cercando in rete tra le domande più gettonate ci sono quelle che riguardano il prezzo dei furetti: ci potreste dare qualche dato in merito?
Noi sconsigliamo di compare furetti (o altri animali) nei negozi che vendono furetti provenienti da allevamenti intensivi esteri, castrati e deghiandolati. In Italia ci sono diversi allevatori che fanno cucciolate consapevoli (evitando, cioè, il rischio di consanguineità, molto frequente tra furetti) e allevano i cuccioli con estrema professionalità e competenza. Presso questi allevatori un furetto mascherina (la colorazione più comune) già microchippato e vaccinato costa attorno ai cento-centocinquanta euro; un po’ di più se si desiderano altre colorazioni. Nei negozi i prezzi sono folli: anche quattrocento e più euro. Ma… con tanti furetti in cerca di adozione, perché comprarlo?

Quale è stata la molla che l’ha fatta innamorare dei furetti?
Vederli dormire in un negozio. Ma non l’ho poi comprato lì. E dopo il primo, adorabile, affettuoso, intelligente, patatoso… ne sono venuti altri tre, tutti adottati da Furettomania.

Foto | silicon640cuvw916atribbles1971


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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