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pubblicato giovedì, 4 ottobre 2012 da Anna Fogarolo in Zibaldone
 
 

I libri più belli sugli animali, scelti per voi


Oggi, giovedì 4 ottobre, si festeggia la Giornata Mondiale degli Animali: cercando in rete scopro notizie contrastanti, in Italia la festa sembrerebbe nata nel 1931 a Firenze, in memoria di san Francesco d’Assisi, patrono degli animali, ma c’è chi attribuisce l’evento a famosi marchi di cibo per gatti e cani,  forti di una trovata pubblicitaria che, pare, prosegua da venticinque anni. Personalmente preferisco la prima ipotesi. Sta di fatto che noi di GraphoMania abbiamo più volte ribadito il nostro amore per gli animali, tutti, tanto da dedicarci uno spazio Animali Domestici.

Oggi, in loro onore, vi presentiamo i libri più belli sugli animali, perché riteniamo che letteratura e amici a due, tre, quattro, mille o privi di zampe non siano mondi separati. Come sempre la classifica è provvisoria, attendiamo i vostri suggerimenti per allungare la lista.

Il primo libro, con protagonista l’animale definito il miglior amico dell’uomo, che mi balza alla memoria è Zanna Bianca di Jack London, un grande classico per ragazzi, in questo caso il lupo ha un quarto di sangue di cane ma credo che il rapporto tra l’essere umano e il cane/lupo descritto sia, ieri come oggi, un simbolo della letteratura.

È evidente che sua madre è Kiche, ma suo padre è senz’altro un lupo; quindi in lui c’è più del lupo che del cane. Ha le zanne bianchissime e lo chiamerò Zanna Bianca (Castoro Grigio).

Proseguendo il viaggio letterario alla ricerca di testi che descrivano il rapporto uomo/animali segnalo, senza ombra di dubbio, Il libro degli animali di Rigoni Stern, undici racconti capaci di far riflettere i più piccoli, ma non solo, sul loro rapporto con la natura.

I diciannove racconti che compongono questa raccolta disegnano un mondo che sa ancora vivere in simbiosi con il piú segreto ritmo della vita – e, forse, della poesia (dal sito della casa editrice Einaudi)

I libri più belli sugli animali, scelti per voiDa gattara convinta devo dedicare due righe a Gatti molto speciali di Doris Lessing, un romanzo breve capace di catturare in poche pagine le caratteristiche umane presenti nel gatto, chi ha gatti sa che il rapporto con loro è scandito da amore e odio, quasi come in una relazione di coppia.

Di molti dei gatti conosciuti Lessing descrive carattere, temperamento, gusti e, con la stessa lucidità con cui ha analizzato se stessa e la società umana nei suoi libri, qui ha saputo guardare al mondo felino, alle qualità che lo fanno insieme simile e dissimile al nostro. In un libro che svela l’autentico, complicato, particolare, in fin dei conti impenetrabile per noi, linguaggio dei gatti (Feltrinelli Editore)

Proseguiamo con Creature grandi e piccole di James Herriot, l’autore racconta i suoi primi anni da veterianario nello Yorkshire, il risultato è un’accurata descrizione del mondo animale, dove l’uomo compare a volte con amore altre come grande nemico.

Quarta di copertina:  James Herriot è un veterinario che ci racconta in questo libro i suoi primi due anni di professione trascorsi nello Yorkshire. Intorno a lui vive e si muove tutto un mondo che egli impara prestissimo ad amare e ad apprezzare: le creature grandi e piccole di cui si occupa professionalmente e i ruvidi, taciturni abitanti di quella regione. Le loro azioni e reazioni, i loro incredibili rapporti offrono lo spunto a pagine di autentico humour.

Un altro grande classico imperdibile è Flush di Virginia Woolf, una biografia canina; Flush è un cocker spaniel,  per la precisione è il cane della poetessa Elizabeth Barrett Browning. Particolarità interessante: il libro racconta l’incontro tra Elizabeth Barrett e Robert Browning, da un punto di vista canino di notevole interesse. Definito un esperimento, questo lavoro di Virginia Woolf è a mio avviso un capolavoro, ironico e drammatico al punto giusto.

Flush è mio amico, mio compagno e mi ama più di quanto ami la luce del sole.

Termino – non per mancanza di materiale interessante, ma solo per necessità –: la parola fine è doveroso riportarla, con Il libro dei gatti tuttofare di Thomas Eliot, una fine in poesia. Il libro dei gatti tuttofare è un concentrato di verità di chi ha fatto dell’osservazione la sua primaria attitudine. Eliot sostiene che ogni gatto deve avere tre nomi: il nome dato dall’uomo, spesso vezzeggiativo e poco eroico,  il nome dignitoso  che gli consente di mantenere la coda perpendicolare e mettere in mostra i baffi e Il Nome che non ci è dato sapere.

Comunque gira e rigira manca ancora un nome:
quello che non potete nemmeno indovinare,
né la ricerca umana è in grado di scovare;
ma il gatto lo conosce, anche se mai lo confessa.
Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
la ragione, credetemi, è sempre la stessa:
ha la mente perduta in rapimento e in contemplazione
del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
del suo ineffabile effabile
effineffabile
profondo e inscrutabile unico nome.

 Foto | Dartmouth Public LibrariesHandolio


Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.








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