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pubblicato mercoledì, 17 ottobre 2012 da Susanna Trossero in Mondolibri
 
 

Scrivere per la tv: i generi televisivi


Come abbiamo visto, non c’è improvvisazione dietro ciò che la televisione trasmette, neppure quando troviamo un programma discutibile. Ogni immagine che la tv ci rimanda è il prodotto di un gioco di squadra, con tanto di scaletta sia che si tratti di intrattenimento che di fiction o altro. E se un tempo ogni notizia e ogni situazione trasmessa rappresentava per l’ingenuità dei nostri nonni la verità assoluta, oggi le cose sono cambiate.

Non bisogna essere sociologi o studiosi di questo e quello per comprendere che la televisione enfatizza la realtà affinché lo spettatore possa essere coinvolto emotivamente, e questa efficacia rivela l’abilità di chi scrive, ovvero degli autori televisivi.

Per diventarlo dovete innanzitutto allontanarvi dall’idea dello scrittore solitario, unica voce in capitolo dei suoi stessi testi. Questo, come già detto, è un lavoro di squadra in cui non esiste primadonna! Talenti individuali uniscono le forze per arrivare al prodotto finito mettendo in discussione la propria creatività in nome del programma televisivo. E ricordate: tutto sarà cronometrato e frammentato per inserire i famigerati spazi pubblicitari.

Abbiamo affrontato i serial, ma la scrittura è più che presente e fondamentale anche in altri generi di televisione:

  • il varietà, con il conduttore, la musica, le belle ragazze, gli ospiti. Attira il maggior numero degli investitori e coinvolge varie categorie di pubblico;
  • il magazine, che rivela un legame stretto con giornali oggi tanto in voga;
  • il talk show, iniziato in Italia con Bontà loro, di Maurizio Costanzo. Lo ricordate? Si era a metà degli anni Settanta e si dava vita alla chiacchierata in salotto, che facilmente si trasformava in confessione. Qui, il lavoro di scrittura è affine alla capacità di intervistare. L’autore infatti dovrà preparare le domande per gli ospiti, domande che dovranno risultare intriganti o interessanti a seconda del personaggio;
  • il game show, cioè i quiz, i giochi con premi in denaro in palio. All’autore l’arduo compito di “stendere” il meccanismo di gioco e il regolamento. Attenzione a non sottovalutarne la serietà, poiché questa bibbia sarà depositata – prima dell’inizio del programma – al Ministero del tesoro, a cui ne spetterà l’approvazione;
  • il reality, nuovo arrivato ma invasore delle emittenti.

Ricordate che non esiste improvvisazione in tv, benché provino a raccontarci il contrario. Tutto ciò che un conduttore dice è precedentemente scritto.

La televisione è un racconto: si può improvvisare una breve battuta ma poco altro!

Foto | ElAlispruz




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.