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pubblicato domenica, 21 ottobre 2012 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

L’autunno dell’amore


L’autunno ha senza dubbio un aspetto romantico, dovuto al colore della natura, ai primi freddi che fanno presagire lunghe serata in compagnia della persona amata, all’idea di accoccolarsi fra le coperte e passare lunghe ore a leggere. Ma l’autunno è anche la stagione in cui la natura appassisce, in cui le giornate di sole cedono il passo al grigiore. È spontaneo, quindi, fare un parallelismo tra l’autunno come stagione e l’autunno dell’amore.

Il poeta Valerij Jakovlevič Brjusov (1873-1924), considerato il capofila del simbolismo russo, ci propone proprio questa affinità tra la stagione che segna il declino dell’anno e un amore che piano piano finisce.

Precoce autunno di un morente amore.
L’oro dei fiori quasi mi fa male
nell’autunno precoce, o morto amore.
Pallidi i rami, squallido il viale:
nel cielo scialbo e tremulo che muore
c’è un silenzio e un candore immemoriale.

Cadon foglie dal vento alla carezza
e lontanando oscillano nel volo
(rimembranze d’un sogno alla carezza).
Vivere o no fa bene al cuore solo,
ove miete la gioia e la tristezza
una falce che taglia senza duolo.

Sole senza le nuove di prima,
pioggia che di rugiada lascia scìa,
carezza senza i fremiti di prima,
mentre rose sfioriscono per via.
Una fonte di pace in cuor adima
felicità senz’odio o gelosia.

Addio, giorni d’autunno, giorni azzurri,
dagli alberi ora d’oro ora purpurei
(o prima dell’addio, momenti azzurri),
vaga corona ai soli ormai maturi,
giorni muti di lacrime o sussurri
nella mite umiltà dei cuori puri…

Foto | greencandy8888




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)