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pubblicato venerdì, 2 novembre 2012 da Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Commemorazione dei defunti, poesie per il 2 novembre

Commemorazione dei defunti, poesie per il 2 novembre

Commemorazione dei defunti: poesie per il 2 novembre

La tradizione religiosa, non solo italiana, il 2 novembre commemora i defunti. È una giornata dedicata al ricordo che ognuno vive in maniera diversa e del tutto personale, anche in base al proprio vissuto e agli affetti che non ci sono più. Per quel che riguarda la celebrazione religiosa, la Commemorazione di tutti i fedeli defunti come è oggi affonda le sue radici nel secolo XIV, quando anche a Roma si iniziò a vivere questa giornata che in altre zone del mondo allora conosciuto era già in vigore. Del resto la chiesa cattolica – ma anche le altre religioni – fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi.

Poesie per il 2 novembre

Noi vi proponiamo due poesie per il 2 novembre, in questa giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. La prima è di Mario Quintana e ha per titolo Al cimitero (da Il colore dell’invisibile): è un invito a guardare la situazione da un altro punto di vista.

Al cimitero

Sulla stessa pietra si trovano,
secondo la tradizione popolare,
una stella per quando si nasce,
una croce per quando si muore.
Ma quanti qui riposano
devono correggerci così:
«Mettetemi una croce all’inizio…
e la luce della stella alla fine!»

La seconda poesia è una riflessione di José Saramago sul tempo che passa. La poesia Passato, presente, futuro (tratta da Poesie, a cura di Fernanda Toriello) un po’ rammenta l’epitaffio Noi eravamo come voi, voi sarete come noi che si trova all’ingresso di molti cimiteri.

Passato, presente, futuro

Io fui. Ma quel che fui più non ricordo:
polvere a strati, veli, mi camuffanno
questi quaranta volti disuguali,
logorati da tempo e mareggiate.

Io sono. E quel che sono è così poco:
rana fuor dello stagno che saltò,
e nel salto, alto quanto più si può,
l’aria di un altro mondo la schiattò.

C’è da vedere, se c’è, quel che sarò:
un viso ricomposto innanzi fine,
un canto di batraci, pure roco,
una vita che scorre bene o male.

Foto | Anna Fogarolo


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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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