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pubblicato giovedì, 10 gennaio 2013 da Luigi Milani in Recensioni
 
 

Un’alternativa all’eReader e al tablet: iPod Touch, musica, libri e… app!

iPod TouchMusica e lettura rappresentano per molti un connubio tanto indissolubile quanto piacevole da assaporare. Oggigiorno sono molti i lettori di eBook che abbinano l’ascolto di un album in MP3 alla lettura di un libro, grazie anche alle capacità multimediali spesso offerte da eReader e tablet.

Ma è indubbio che il capostipite dei lettori musicali sia ancora oggi l’iPod, il lettore di musica e video digitale lanciato nel 2001 da Apple Computer. Sarebbe riduttivo e semplicistico considerare l’iPod come il walkman del ventesimo secolo, a oltre trent’anni dal lancio sul mercato del primo riproduttore di musicassette stereo portatile, il mitico Sony Walkman. Quell’apparecchio, che segnò una rivoluzione nel modo di ascoltare la musica, oggi appartiene a un passato ormai remoto, da modernariato tecnologico.

Sul finire degli anni ’90, dopo la scomparsa del disco in vinile e l’entrata in crisi del CD, l’avvento dei formati digitali compressi, dei quali l’MP3 è stato l’antesignano, aprì nuove frontiere alla fruizione musicale. Avanzati algoritmi di compressione resero possibile memorizzare brani musicali sotto forma di file dall’ingombro infinitamente ridotto rispetto alle dimensioni originali. Gioco forza che nel frattempo apparissero sul mercato dispositivi portatili in grado di archiviare e riprodurre i nuovi contenuti digitali.

A onor del vero, l’iPod non è stato il primo lettore digitale ad apparire sul mercato, ma è un fatto che l’estetica inconfondibile e la sua elevata qualità tecnologica siano ben presto riusciti ad imporlo nei gusti di milioni di musicofili. Nel tempo, la presenza dell’inconfondibile paio di auricolari bianchi agli orecchi di studenti in jeans, o di rispettabili professionisti in giacca e cravatta è divenuta segnale evidente della diffusione capillare dell’apparecchio.

Con l’avvento dell’iPhone le funzioni base dell’iPod sono state incorporate nel celebre smartphone, e le vendite di iPhone e iPad hanno nel tempo surclassato quelle dell’iPod, che pure continua a essere prodotto nell’ordine di diversi milioni di unità all’anno.

Schiere di mass mediologi e sociologi hanno dedicato pagine e pagine all’analisi delle conseguenze determinate dall’utilizzo diffuso dell’iPod. Il timore è che, grazie alla possibilità di crearsi una colonna sonora personalizzata, ci si possa progressivamente escludere dalla realtà circostante, rinchiusi in un piacevole isolamento acustico. Paure forse in parte legittime, e che tuttavia sono a mio modesto avviso da considerare mali minori, a fronte degli indubbi benefici che possiamo trarre dalla possibilità di attenuare il senso di stress e monotonia che sempre più spesso affliggono le lunghe ore trascorse nell’avvilente caos cittadino.

Il successo dei negozi virtuali di musica digitale, tra i quali iTunes di Apple occupa saldamente, per utilizzare il linguaggio delle classifiche musicali, la posizione regina, ha inoltre ridato fiato all’asfittico mondo della discografia. Ciò è stato reso possibile grazie a una politica di prezzi più convenienti rispetto al mercato del CD, con un ulteriore, positivo effetto collaterale: quello di assestare un duro colpo alla pirateria.

iPod TouchIl mondo dei mass-media ha subito un profondo e salutare scossone dall’introduzione delle nuove tecnologie digitali. E Apple sembra fermamente intenzionata a cavalcare l’onda di quella rivoluzione digitale ipotizzata negli anni ’90 da Nicholas Negroponte, il celebre, visionario direttore del MIT Media Laboratory.

Un’altra stimolante possibilità è offerta dal podcasting, sistema che, com’è noto, consente di trasferire documenti sonori quali trasmissioni radiofoniche, audio libri, etc. su Internet per renderli poi scaricabili sul proprio computer attraverso appositi software o il tradizionale download dagli appositi siti. Non è un caso che le principali emittenti radiofoniche abbiano adottato entusiasticamente il sistema del podcasting. Oggi il successo di un programma è valutabile anche dall’esistenza o meno di una sua versione “podcast”.

Se nel 1979 Sony con il walkman rivoluzionò il modo di ascoltare la musica, Apple agli albori del nuovo millennio, con l’introduzione dell’iPod, ha scosso dalle fondamenta l’intero universo del multimedia. Tanto più che nel 2007 la Casa di Cupertino ha commercializzato l’iPod Touch, una sorta di iPhone senza… telefono, mi si passi la battuta.

Questa nuova, ennesima incarnazione dell’iPod lo trasforma in un dispositivo in grado di svolgere egregiamente una molteplicità di compiti, in pratica gli stessi del fratello maggiore iPhone, oltre naturalmente a quello originario, di riproduttore musicale.

Dotato di connettività Wi-Fi, offre accesso a Internet, ha la fotocamera, è in grado di registrare video, ma soprattutto può utilizzare la miriade di applicazioni disponibili per piattaforma iOS.

E tra queste non mancano quelle dedicate alla lettura dei nostri amati eBook: iBooks della stessa Apple, l’app Kindle di Amazon, i lettori di ePub BlueFire Reader e Stanza, Kobo Books, Google Books, solo per citare le app più diffuse.

Certo, le dimensioni dello schermo – che nel caso dell’iPod Touch di quinta generazione misurano comunque quattro pollici – non sono tra le più adatte alla lettura prolungata, ma comunque si prestano bene, grazie anche alla qualità del Retina Display, alla lettura di testi di lunghezza medio breve, come per esempio quelli proposti dalla Graphe.it Edizioni nella collana eTales.


Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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