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Posted giovedì, 24 gennaio 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Lamento di Portnoy, di Philip Roth

Philip Roth, Lamento di Portnoy
Philip Roth, Lamento di Portnoy

Ho raccontato che a quindici anni lo tirai fuori dai pantaloni e me lo menai sull’autobus 107 da New York?

Mia sorella e il suo fidanzato, Morty Feibish, mi avevano offerto una giornata perfetta: due partite consecutive all’Ebbets Field, seguite da una mangiata di pesce a Sheepshead Bay. Una giornata sublime. Hannah e Morty avrebbero trascorso la notte a Flatbush con la famiglia di lui, così verso le dieci mi caricarono sul metrò per Manhattan e di lì sull’autobus per il New Jersey, sul quale presi in mano non solo il mio uccello ma la mia intera vita, a pensarci bene. I passeggeri sonnecchiavano già prima di sbucare dal Lincoln Tunnel – compresa la ragazza sul sedile di fianco al mio, le cui pieghe della gonna scozzese avevo cominciato a premere con le coste dei miei pantaloni – e quando ci arrampicammo sulla Pulaski Skyway io lo tenevo già in mano.

Si potrebbe pensare che, date le soddisfazioni della giornata, avessi già ricevuto la mia dose di eccitazione e il mio arnese fosse l’ultima cosa a cui pensare quella sera, tornando a casa.

***

Il libro (dal sito della casa editrice): A partire dalla famiglia ebraica: il padre, un assicuratore sempre vissuto in funzione della propria stitichezza e la madre, «che radar, quella donna! Mi controllava le addizioni in cerca di errori; i calzini alla ricerca di buchi; le unghie, il collo, ogni piega o grinza del mio corpo alla ricerca di sporcizia».

Quel che ad Alex però interessa più di tutto è il sesso. E dopo un’adolescenza trascorsa chiuso a chiave nel bagno, «a spremersi il pisello nella tazza del gabinetto», Alex vive una storia dietro l’altra, sempre con ragazze non ebree, quasi che penetrando loro potesse anche penetrarne l’ambiente sociale: «come se scopando volessi scoprire l’America. Conquistare l’America». Fino alla storia di sesso travolgente e sfrenato con la «Scimmia» e all’epilogo, come ultima spiaggia, in Israele, dove Alex, totalmente incredulo, si accorge di come lí sia tutto ebraico. «Questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica».

Philip Roth
Lamento di Portnoy
traduzione di Roberto C. Sonaglia
Einaudi, 2005
ISBN 978-88-06-17395-1
pp 240, euro 10,50
disponibile anche in eBook: euro 6,99




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)