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pubblicato domenica, 10 febbraio 2013 da Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Pablo Neruda fu fatto uccidere da Pinochet? “Qui c’è un solo grande pericolo per voi: la poesia”

Pablo Neruda ucciso da un ordine di Pinochet?

L’11 settembre 1973 Augusto Pinochet salì al potere in Cile con un colpo di stato. Pochi giorni dopo, il 23 settembre, il poeta Pablo Neruda (che aveva vinto il Nobel per la letteratura nel 1971) moriva. Il referto medico parlava di cancro alla prostata. Però fin da subito ci sono stati diversi dubbi: in molti ritengono che il poeta venne fatto uccidere da Pinochet.

Ora la salma di Pablo Neruda – che con la moglie Matilde riposa a Isla Negra, a cento chilometri da Santiago del Cile – verrà riesumato per far luce su questo mistero. A comunicarlo è la Fondazione che porta il suo nome con una dichiarazione pubblica:

Pochi giorni fa, la Fondazione Pablo Neruda è stata informata della decisione del giudice Mario Carroza che dispone l’esumazione del corpo di Pablo Neruda, sepolto insieme a Matilde Urrutia a Isla Negra.

Si è avuta una riunione di coordinamento con il direttore del Servizio Medico Legale, il dottor Patricio Bustos, durante la quale è stata definita la procedura da seguire. La riesumazione si farà in data da stabilire.

La Fondazione ha sempre espresso la propria volontà di collaborare nelle indagini che porta avanti il giudice Carroza e confida pienamente che la perizia sarà condotta con il massimo rispetto e tutta l’attenzione possibile. Spera, al contempo, che l’esame tanatologico contribuisca a chiarire i dubbi che ancora oggi ci sono in merito alla morte del poeta.

Le indagini sono iniziate nel 2011 quando il collaboratore storico di Pablo Neruda, nonché suo autista, Manuel Araya, affermò che il premio Nobel venne ucciso con un’iniezione letale mentre era ricoverato a Santiago, in clinica.

Subito dopo il golpe di Pinochet, diversi agenti furono inviati in casa del poeta per una perquisizione. Vennero accolti da Neruda con queste parole:

Controllate pure. Qui c’è un solo grande pericolo per voi: la poesia.

Dopo la morte del poeta gli agenti tornarono a casa sua, distrussero i suoi libri e gli appunti e saccheggiarono tutto quello che c’era.

In una sua celebre poesia, dal titolo La morte, così riflette Neruda:

Sono rinato molte volte, dal fondo
di stelle sconfitte ricostruendo il filo
delle eternità che ho popolato con le mie mani,
e ora morirò senza nient’ altro, con terra
Sopra il mio corpo, destinato a essere terra.

Nel 1975 Francesco De Gregori pubblica l’album Rimmel, in cui c’è la canzone Pablo. Le parole sono di De Gregori e le musiche sono state composte insieme a Lucio Dalla. Non ci sono spiegazioni ufficiali su chi sia questo Pablo di cui canta De Gregori, ma in molti vi hanno visto la figura di Pablo Neruda.


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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