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pubblicato venerdì, 1 marzo 2013 da Graphe.it in Mondolibri
 
 

Educazione criminale, di Vito Bruschini

Vito Bruschini, Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi

Vito Bruschini, Educazione criminale. La sanguinosa storia del clan dei Marsigliesi

1949. Caccia alle segnorine

Il tradimento del sergente Gerry Gonzales tormentava Gaio più dell’uccisione dei tre compagni. Era un affronto che non poteva lasciare impunito, anche perché gli altri rais del porto non gli riconoscevano più quell’autorità che aveva conquistato a fatica negli anni. La sua foto e quella di Cecco erano in evidenza nei commissariati e negli uffici della polizia militare americana e questo lo costringeva a muoversi con grande cautela. Lasciò passare qualche settimana, poi entrò in azione. Come prima mossa mandò uno dei suoi uomini più fidati da un tenente della 92a Divisione che a Livorno dirigeva l’ufficio del personale. Gli offrì una bustarella che non poté rifiutare e nel giro di una settimana il sergente Gerry Gonzales fu trasferito dalla Fortezza Nuova a uno dei depositi del Tombolo. All’interno della foresta era più facile ammazzarlo e far scomparire le tracce del misfatto, ma a Gaio la morte del sergente non era sufficiente. Voleva dare un segnale forte a tutti gli altri militari americani che facevano affari sporchi con gli italiani. E così una calda mattina d’estate, il popolo del Tombolo fu testimone di una delle scene più atroci, mai viste dopo la fine della guerra.

Il sergente Gerry Gonzales, completamente nudo, a braccia e gambe divaricate, era stato legato con del fil di ferro alla rete metallica del deposito in cui lavorava. Aveva uno squarcio nello stomaco da cui pendevano pezzi di budella sanguinolenti e la faccia tumefatta.

Quello spettacolo ripugnante scatenò l’ira dei suoi commilitoni. Come una reazione a catena questi, nelle ore di licenza, si organizzarono e marciarono compatti verso Livorno, dove sapevano che era partita la vendetta.

Qualsiasi italiano avesse avuto la sfortuna di incappare nel drappello dei vendicatori, veniva preso e pestato a sangue. Furono ore di tensione per la città che a sua volta si organizzò in gruppi formati da cinque o sei uomini per resistere agli assalti dei neri. I cittadini onesti, quelli che lavoravano quattordici ore al giorno e che a stento riuscivano a portare sulla tavola di che sfamare i propri cari, erano esasperati. Ma troppa gente era responsabile di quella situazione: innanzitutto chi si arricchiva con il mercato nero: trafficanti, ladri, criminali, mercanti all’ingrosso e commercianti al minuto; poi i militari americani che erano loro complici e tutti quei bambini che sciamavano a branchi, disposti a tutto pur di guadagnare una sigaretta.

***

Il libro (dal sito della casa editrice): Otto anni, veloce e astuto come una volpe, Brando si fa strada tra gli orrori di un drammatico dopoguerra. Cresciuto ai margini di una società in piena trasformazione, diplomato in violenza e ferocia, il giovane Brando viene assoldato dalle diverse organizzazioni fuorilegge che si occupano di contrabbando e sequestri. Al suo sbarco a Marsiglia è già un professionista del crimine: smercia eroina, gestisce traffici illeciti internazionali e passa da un delitto all’altro con cinismo e crudeltà. Ma viene catturato dalla polizia francese e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Melun dove conosce i capi della più spietata banda criminale del secondo dopoguerra, il clan dei Marsigliesi. Grazie alle connivenze con i servizi segreti italiani, Brando e i capi del clan vengono fatti evadere con l’obiettivo di destabilizzare la sicurezza sociale del Paese. Dal quel momento non ci sarà più pace: rapine cruente, bombe, rapimenti eccellenti, attentati, azioni terroristiche spettacolari sono all’ordine del giorno. Milano, Roma, Nizza, Marsiglia sono le piazze del terrore. Sfruttamento della prostituzione, bische clandestine, traffico di droga: le casse nelle quali affondare mani sporche di sangue. L’orrore e il panico della violenza senza misura terrorizzano le strade delle città. Brando è ormai completamente corrotto, il braccio armato di un occulto potere eversivo. Il bambino cresciuto nella violenza è diventato un uomo sfinito dall’odio. Ma forse anche per lui, tra gli orrori dei giorni segnati dal sangue, esiste una speranza di riscatto.




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