0
Posted lunedì, 4 marzo 2013 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Storia delle abitudini alimentari, di Giancarlo Signore


[Dieta e igiene furono due discipline fondanti la prevenzione e la terapia Asclepiadea, cui farà seguito quella di Ippocrate e quindi di Galeno, solo per citare i] Padri della Medicina, ma la Scuola Salernitana saprà riproporle con il suo Regimen Sanitatis Salernitanum, poemetto in versi leonini scritto per un non meglio identificato Anglorum Rex probabilmente al ritorno dalla Crociata e così incominciava: Anglorum Regi scribit tota Schola Salerni: si vis incolument, si vis te reddere sanum, … non ti affannare, non adirarti, sii sobrio, non abbandonarti alle delizie (definizione di chi scrive) di Bacco, fa che la cena sia parca, non riposare il pomeriggio, non trattenere l’urina, se tutto questo tu farai longo tempore vives.

Dopo una serie di consigli in parte ovvi, in parte difficili da osservare, alla quinta regola recita: Ex magna coena, stomacho fit maxima poena ut sis nocte levis sit tibi coena brevis.

Questo versetto abbiamo voluto riportarlo perché sommamente vero anche per il commensale del terzo millennio.

Sconsiglia il pesco, il melo, il pero, il latte e il formaggio (probabilmente dopo i pasti) e la carne rossa in quanto… infirmis nemica, ma raccomanda uova fresche, vino rosso (anche oggi è consigliato in virtù dei suoi antiossidanti) e semolino in brodo. Dopo aver elencato cibi ingrassanti come formaggio, midollo, pane, fichi ecc., in parte contraddicendosi con la prima regola, ammette che un buon vino profumato rinfranca lo spirito. La birra dovrà essere di buona qualità e bevuta con sobrietà, affinché non gravi troppo sullo stomaco. Tra gli ingredienti sapidizzanti sarà bene preferire la salvia (particolarmente apprezzata anche come pianta officinale nel Medioevo), il sale, l’aceto, il pepe, l’aglio e il prezzemolo. Non mangiare pane caldo né stantio, ma solo ben fermentato, né mosto, né carne di pecora, ma preferire quella porcina, sebbene con un buon bicchiere di vino rosso, e quella di vitello nutriente e digeribile così come quella di gallina, cappone, tortora, storno, colomba, tordo e pernice. Dalla trentesima regola consiglia pesci teneri, non duri e, se proprio si dovrà mangiare anguilla, sarà bene irrorarla con bevute a larghe falde di vino. Il formaggio, sebbene calorico, lo consiglia a chi gode di buona salute perché nutre e dà vigoria. Con le noci la “Scuola” è un po’ pessimista, infatti afferma che dopo aver mangiato la carne… unica nux prodest, nocet altera, tertia mors est. Eppur oggi si raccomandano a fine pasto proprio tre noci per una giusta integrazione di acidi grassi polinsaturi. Segue l’elencazione critica della frutta la più varia convenendo che la pesca (duracea) col vino è molto buona. Anche la Scuola Salernitana come Galeno teme la “flatulenza” e allora così sentenzia alla LI regola: Semen foeniculi fugat spiracula culi; e ancora ammonisce in nome di Ippocrate: Fortior est meta [medicinae certa diaeta…].

***

Sinossi (dal sito della casa editrice): Il libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca storica e di approfondimento sul tema dell’alimentazione umana nel corso del tempo, dalle prime esperienze dell’homo erectus, per arrivare, attraverso l’epoca greco-romana, medievale e rinascimentale, fino ai giorni nostri.

Il testo vuole cogliere l’evoluzione politica e sociale dell’uomo e il conseguente costume alimentare e di stimolare il lettore a riflettere su ciò che mangia in relazione alla società in cui viviamo, introducendo, ad esempio, degli elementi di approfondimento sul vegetarianesimo (inteso non solo come regime dietetico ma come atteggiamento globale nei confronti della vita) o, più avanti, descrivendo l’epidemia di obesità (globesity) che affligge il mondo occidentale. Vengono anche affrontati temi diversi come la dieta afrodisiaca, il ruolo delle libagioni nelle relazioni sociali, ecc.

L’ultima parte, dedicata al Novecento, descrive i cambiamenti della dieta italiana dopo gli anni del boom economico fino al fenomeno del fast food.

Giancarlo Signore
Storia delle abitudini alimentari. Dalla preistoria ai fast food
Tecniche Nuove, 2010
ISBN 978-88-481-2428-7
pp. 324,euro 29,90




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)