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pubblicato giovedì, 14 marzo 2013 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

In tempo di crisi i libri sono gratis

Libri gratis in libreria

Libri gratis in libreria

Può la crisi economica dare il via a progetti culturalmente validi ed economicamente produttivi? Sembra di sì, anche se prima di raccontarvi queste due curiose storie, trovo importante fare una premessa.

In Italia, da diversi anni, beneficiamo del lavoro svolto dai volontari di Liber Liber, che sono riusciti a mettere online e gratuitamente più di duemilacinquecento libri, decine di audiolibri e brani musicali. Potete scaricarli singolarmente o versare due euro e vederveli recapitare a casa comodamente.

Detto questo, ecco delle strane librerie seminate in giro per il mondo. Perché strane? Perché i libri non li vendono, li regalano.

La prima è nata nel 1999 a Baltimora, negli Stati Uniti, e si chiama The Book Thing. L’idea, leggo sul sito, è stata concepita, come tutte le grandi idee, in un bar. Da allora, sono stati raccolti volumi in quantità industriali e da punto di riferimento per la comunità si sta trasformando in un punto di riferimento mondiale.

La seconda infatti è stata aperta, con lo stesso spirito di gratuità, a Madrid dalla ONG Grupo 2013. I costi principali riguardano naturalmente l’affitto e il mantenimento del locale. Il lavoro viene svolto da volontari. Man mano che l’associazione e la libreria ricevono fondi, questi vengono destinati a progetti benefici di vario genere.

La terza ad Altamura, in provincia di Bari e prende proprio le mosse dall’iniziativa madrilena LibrosLibres. Chi vuole può tesserarsi e sostenere l’iniziativa con soli quindici euro annuali o donare volumi che non legge più. La libreria LibriLiberi si trova in via Maggio 1648, al civico 31 ed è nata grazie all’iniziativa di Leonardo Patella, che offre caffè e wi-fi gratuito agli avventori.

La quarta a Bologna in via San Petronio Vecchio 57, è stata aperta da Anna Hilbe che racconta, in un’intervista rilasciata a Una città:

Quando le persone portano i libri, io metto un timbro con il nome della libreria e la frase “questo libro non si compra e non si vende”. Prima di aprire mi sono informata se dovessi adempiere a delle cose burocratiche o amministrative, ma tutti gli assessorati che ho consultato mi hanno detto che loro un’esperienza così non la conoscevano, quindi non avevano niente da dirmi, se non che probabilmente serviva un registratore di cassa, al che gli ho risposto: “Il problema non si pone perché il denaro non circola”.

Ogni progetto, ed è questo il bello, nasce in un contesto culturale e sociale particolare e alle esigenze di questo contesto si adegua. La libreria di Bologna, ad esempio, ha tenuto conto delle esigenze dei molti stranieri che risiedono in città e che hanno bisogno di testi che li aiutino ad imparare la lingua italiana.

Se conoscete altre librerie nate con questo spirito, segnalatele pure. Se invece state aprendo anche voi una libreria libera libri, raccontateci magari la vostra storia e come la libreria si sta inserendo nel contesto della città.

Foto | Elsie esq. via Visualhunt.com / CC BY


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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