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pubblicato venerdì, 15 marzo 2013 da Graphe.it in Racconti e testi
 
 

La mia gioia

Una farfalla su un fioreSe nella pace silenziosa il mio cuore si rilassa e intraprende un viaggio nelle profondità malinconiche dell’anima, nel susseguirsi tumultuoso dei fatti percepisco un tenerissimo sussulto che ricorre con una frequenza forte e continua, e che abbraccia spontaneamente delle emozioni intense e passionali. Si tratta di due affezionati amici: l’amore e la gioia.

Osservando mio marito Stefano e i miei figli Elena e Gabriele, mi sento avvolgere da un mantello di contentezza, di gratitudine, di serenità e di pienezza, il tutto abbellito da una giusta dose di un desiderio fortissimo, quello di vivere queste due emozioni con intensa trepidazione. Entro a casa e trovo i miei figli: Gabriele con infinita eloquenza e pazienza spiega a Elena quegli intrecciati meccanismi di fisica e chimica, il tutto accompagnato da un pizzico di ironia e comicità e da una dose di tenera riconoscenza, tipiche di mia figlia. Che piacere e che soddisfazione!

Rievoco la stessa gioia che ho provato quando, appena nati, li ho avuti in braccio; e se in quell’occasione l’entusiasmo e la felicità erano anche di ringraziamento a Dio per avermi ascoltata ed esaudita, oggi tutto ciò scaturisce da un benessere impregnato di soddisfazione e compiacimento, forse un po’ presuntuoso, ma che sento di essermi meritata…

Per anni ho immaginato la mia famiglia in un modo insolito, originale: un campo di fiori dai colori più svariati e io, quell’ape operaia servizievole che, volando di fiore in fiore, riusciva a immettere in ognuno di loro quel pizzico di polline completo di tutte le essenze e le fragranze. Un tocco che ne avrebbe fatto di lì a poco dei fiori stupefacenti, pieni di linfa vitale per se stessi e soprattutto per coloro che li avrebbero osservati e poi colti.

È proprio così: anche se qualche petalo si scalfisce inevitabilmente per le difficoltà che incontra, per il resto sono attorniata da una miriade di colori paragonabili a valori come riconoscenza, senso di servizio al prossimo ma, principalmente, al saper volere bene.

Con estrema naturalezza, devo dire che queste emozioni le vivo grazie a quel sì detto a Stefano diversi anni fa. La sua accortezza, il suo coraggio, la sua tenacia, la sua temperanza tipiche di un uomo che ha creduto e crede in quei valori come doveri dell’esistenza, mi hanno reso forte, energica e determinata.

Con questo piccolo testo vorrei far assaporare in parte ciò che io provo; non so se ci sono riuscita, forse perché essendo in continuo divenire, non riesco a rendere il mio stato d’animo autentico e concreto con le parole.

La mia gioia è un racconto di Barbara Quintarelli
alunna del corso di scrittura che Susanna Trossero tiene a Roma

Foto | jojo nicdao


Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)








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